Unicredit: a dispetto della Lega, Gheddafi ha ormai il 12,5%

19 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Al 7,5 per cento riconducibile a Tripoli, andrebbe aggiunto anche il 4,991% intestato al fondo di Abu Dhabi Aabar. Per un totale quindi del 12,5%.

Secondo il quotidiano ‘Il Messaggero’ questa è la conclusione dell’accertamento in corso da parte di Ranieri de Marchis, responsabile dell’internal audit che presenterà il suo rapporto nei prossimi giorni al comitato per il controllo interno & rischi presieduto dal francese Anthony Wyand.

Proprio la “scalata” dei libici sarebbe stata, inoltre, alla base del divorzio tra Piazza Cordusio e l’ex ceo Alessandro Profumo. Ed è finita sotto la lente della Consob e di Bankitalia. Federico Ghizzoni avrebbe, inoltre, prospettato la scorsa settimana proprio in Bankitalia, a colloquio con Stefano Mieli, capo della Vigilanza, il nuovo modello organizzativo con la proposta di creare una doppia direzione generale da affidare a Roberto Nicastro e Sergio Ermotti con Paolo Fiorentino ‘chief operating officer’ con pieni poteri su organizzazione, servizi informativi e grandi affari.

Si va verso un compromesso, dunque. Via Nazionale chiede solo in caso di due direttori, secondo il quotidiano romano, una chiarezza di deleghe con una formula basata di fatto sul primus inter pares, cioè l’attribuzione probabilmente a Nicastro di più ampi poteri rispetto a Ermotti pur riconoscendo a entrambi la stessa qualifica.

(Art. in fase di scrittura)