Una società di vidioti teledipendenti

31 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Televisione, Dvd, computer, videogiochi, smartphone e altri dispositivi elettronici ci stanno rimbambendo. “L’ultima meta’ del secolo puo’ essere identificata come l’era dei mass media” e sebbene siano numerosi e indubbi gli effetti positivi del progresso tecnologico in questa direzione, “numerose ricerche suggeriscono che anche gli effetti negativi sono tanti”, scrive Jeffrey D. Sachs, professore di economia e direttore dell’Earth Institute presso la Columbia University, diventato famoso per aver coniato l’espressione “La fine della Storia”, dopo il crollo del Muro di Berlino e il collasso dell’Unione Sovietica.

Nell’editoriale preparato per Reuters e intitolato “A nation of vidiots”, Sachs elenca gli effetti deleteri sul corpo e la mente.

– Dipendenza: “Guardare troppa Tv genera poco piacere. Secondo diversi sondaggi si tratta di dipendenza, con i benefici di breve periodo compensati nel lungo da infelicità e rimorso”.

– Frammentazione società: minore tempo speso nella comunità e più trascorso davanti uno schermo. Citata in merito la ricerca di Robert Putnam, come spiegazione del declino del capitale sociale. “Gli americani si fidano di meno gli uni degli altri”.

– Salute fisica e mentale: a distruggere il corpo non solo la vita sedentaria, ma anche il cibo consumato. A distruggere la mente le varie propagande societarie e politiche. “Tutte le campagne pubblicitarie … creano necessità per un prodotto che ha veramente scarso valore reale per la società”. “Stessa cosa in termini politici. Molti politici americani sono ormai come dei marchi” da vendere.

– Anche la guerra può essere promossa come un nuovo prodotto. “Così l’amministrazione Bush ha posto le basi per la Guerra in Iraq”.

Secondo vari neuro scienziati, “gli effetti negativi non si fermerebbero solo a dipendenza, consumismo, perdita di fiducia nella società e propaganda politica”. Le capacità cognitive stesse di ogni individuo ne starebbero risentendo pesantemente, in particolar modo nello sviluppo nella fase adolescenziale, secondo una ricerca dell’American Academy of Pediatrics.

Insomma, “i mezzi di comunicazione di massa possono essere utili nel fornire informazioni, istruire, intrattenere e addirittura nel creare una coscienza politica. Ma l’abuso ci pone a confronto con quanto dobbiamo evitare”. Ci dovrebbero essere regolamentazioni piu’ rigide, ma l’arma migliore di tutte a nostra disposizione rimane una sola: “l’autocontrollo”.

“Dovremmo ridurre il numero di ore davanti alla Tv, utilizzare più tempo per la lettura, nella conversazione e dedicare più ore alla salute e alla società”.