UNA SETTIMANA MOLTO CORTA PER PIAZZA AFFARI

29 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Borsa di Milano, nella settimana appena trascorsa, non ha fatto certo gli straordinari, anzi.
Prima la festività di Pasquetta e l’apertura del 25 Aprile ma con le banche chiuse, poi la seduta di mercoledì con un ritardo nell’apertura di 6 ore.

Tutti motivi che hanno condizionato soprattutto i volumi che non hanno superato giornalmente i 4.000 miliardi di lire di controvalore.

E così il Mibtel ha chiuso una settimana di incertezze con un guadagno complessivo dell’1,83%.

I temi che hanno influenzato il mercato sono stati quelli dei tassi; ma non tanto quelli europei – (il rialzo deciso dalla Bce dello 0,25%, non ha infatti influenzato gli scambi) – quanto il timore di una decisione della Fed che peraltro deciderà il 16 Maggio.

Mentre l’incertezza iniziale del nuovo Governo Amato non sembra aver preoccupato gli investitori e forse la fiducia ottenuta ieri sera potrà invece servire per la prossima settimana.

Altro tema, ormai consueto, gli indici di Wall Street: Dow Jones e Nasdaq. Se i tecnologici americani tirano anche quelli italiani si mettono al passo trascurando considerazioni e valutazioni societari.

Fa trend la new economy. Anche se alcuni economisti sostengono che non può esistere senza la old economy visto che le imprese iper-tecnologiche hanno alti costi e sono ormai finanziate da quelle considerate “vecchie”.

Un peso lo hanno però anche avuto i dati a volte positivi dei primi bilanci trimestrali delle società quotate, la debolezza dell’euro e i dati del Pil e del costo del lavoro americano.

Ma vediamo nel dettaglio come si sono comportati alcuni singoli titoli nella settimana.

Il rialzo del Nasdaq ha spinto il settore tecnologico, telefonico e dei media.

Olivetti ha chiuso la settimana a 3,616 euro, con un rialzo del 4,15%.

Telecom a 15,187 euro con un +2,73%.
E Tim ha rialzato la testa proprio nel finale con un +0,51% settimanale a 10,451 euro.
Mentre Tecnost è in progresso dello 0,70%.

Le migliori performance settimanali spettano però, nel paniere del Mib30, a Edison con un +8,57% a 10,417 euro per l’annuncio dell’ingresso nelle telecomunicazioni.

E alle Unicredit con un +8,42% a 4,495 euro.

Anche il settore Internet ha ripreso vigore soprattutto per e-Biscom (accordo con Bipielle) e per Freedomland dopo un esordio assai deludente.
Hanno recuperato anche Cdb Web Tech e Tiscali dopo il frazionamento.

Anche Enel, futura protagonista della gara per la telefonia Umts, ha chiuso la settimana cortissima con un +5,38% a 4,643 euro.

Anche i bancari si sono rimessi in mostra.

Banca Fideuram, forte dei dati positivi della raccolta dei fondi, ha chiuso a +7,90% a 16,403 euro.

BNL a 3,34% a 3,594 euro. Mediobanca a +2,96% a 9,15 euro. Mediolanum, grazie ai progetti on line, ha chiuso il complesso delle sedute a +7,65%, 18,251 euro.

Anche San Paolo Imi a +5,25%, 15,647 euro.

Bene anche Finmeccancia che ha guadagnato in settimana il 4,30% chiudendo l’ottava a 1,724.

Colpi d’ala anche per Eni a +3,03%, 5,445 euro.

Piatti invece gli assicurativi e Seat PG a +0,06%.

Fiat ha invece perso il 3,15% chiudendo a 27,06 euro.

Il titolo Alitalia che aveva ieri guadagnato il 2,57%, a 2,195 euro, ha poi perso il 4% al Tlx dopo la notizia della rottura degli accordi con KLM.

E sarà anche da vedere cosa farà martedì prossimo il titolo della Benetton per una frattura molto meno importante, ma di effetto, quella tra la famiglia Benetton e il fotografo pubblicitario Oliviero Toscani.

Sempre su base settimanale le migliori performance in assoluto sono state registrate dai seguenti titoli:

Savino del Bene +21,85%.

Brembo +16,64%.

Compart r nc +14,88%.

Snai +12,94%.

Ericsson +12,34%.

Le peggiori:

Sirti s -9,05%.

Brioschi -6,15%.

Ratti -3,32%.

Tim rnc -3,28%.

Aedes rnc s -2,86%.