“Un QE per la gente”. Protesta davanti Bank of England

3 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Una giornata di fuoco per il popolo e i mercati del Regno Unito: la Brexit si fa in teoria più lontana, vista la sentenza con cui l’Alta Corte di Giustizia ha stabilito che spetta al Parlamento, e non al governo, l’attivazione dell’Articolo 50 del Trattato di Lisbona. E proprio l’attivazione è condizione imprescindibile per iniziare l’iter del divorzio dall’Ue. Non mancherà la battaglia giudiziaria, con il premier britannico Theresa May che ha già detto che il governo impugnerà la sentenza.

In queste ore, trapela tutta la rabbia del fronte Leave, ovvero di chi ha votato a favore della Brexit nel referendum dello scorso 23 giugno. Ma non solo. Il rigetto dell’Europa e in generale delle istituzioni, la frustrazione contro il mondo dell’alta finanza e delle banche centrali è confermato anche dalla manifestazione di fronte alla Bank of England.

Non si tratta di una protesta di piazza, ma di una semplice manifestazione organizzata da Positive Money, che però si fa portavoce di un’idea discussa più volte dagli analisti ed economisti. E’ l’idea dell’helicopter money o anche, l’idea del QE for people, ovvero del “Quantitative easing” per la gente. O meglio ancora, dei soldi dati direttamente al popolo.

Secondo l’associazione, il governo dovrebbe riappopriarsi della sua capacità di creare e distribuire i soldi, sostituendosi così alle banche commerciali (che al momento creano soldi tutte le volte in cui erogano prestiti).

Positive Money, in un tweet, comunica di essere di fronte alla sede della Bank of England per una campagna contro il QE a favore delle multinazionali e per un QE a favore della gente.

“Crediamo che il potere di creare la moneta debba essere rimosso dalle banche che hanno provocato la crisi finanziaria ed essere restituito a un organo democratico, trasparente e responsabile. La nuova moneta deve essere creata e utilizzata solo a beneficio della società nel suo complesso, più che soltanto per il settore finanziario”.