Un paese che non investe nell’innovazione e’ un paese finito

19 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia
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Roma – Thomson-Reuters, una delle più importanti società nel campo dell’informazione economico-finanziaria, ha stilato la classifica dei 100 più importanti innovatori su scala mondiale, basandosi su quattro parametri legati ai brevetti: tasso di approvazione di brevetti di successo,portata globale del portafoglio brevetti, influenza misurata nella citazione di brevetti e volume complessivo dei brevetti registrati.

Sono presenti sia industrie che enti di ricerca operanti nei vari Paesi del globo. Dominano, senza particolari rivali, Usa e Giappone. La Cina, al contrario di quanto saremmo portati a pensare, non è compresa nella lista: non è affatto detto che brevettare molto significhi per forza innovare di più, anche se, per i prossimi anni, si prevede che gli investimenti effettuati in questo campo daranno i loro frutti. La Francia spicca invece per per quel che riguarda la ricerca pubblica (è leader indiscusso).

E l’Italia? Non pervenuta. Quanto bisogna aspettare prima che le nostre classi dirigenti comprendano l’esistenza di una correlazione tra innovazione e benessere dei cittadini?

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