UN GOVERNATORE
DI SOLI 52 ANNI NUOVO RE DEL DOLLARO DEBOLE

25 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – La nomina del successore di Alan Greenspan è
stata affrettata dai guai che sta attraversando la Casa
Bianca. Dopo l’infortunio Miers alla Corte Suprema,
Bush non poteva nominare un banchiere centrale
troppo vicino a sé come Glen Hubbard,e ha scelto tra
i papabili il più brillante e discusso,Ben Bernanke.

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La
capacità tecnica è indiscussa,si è laureato ad Harvard,
specializzato al Mit, insegna a Princeton. A 52 anni,
aveva già servito per anni nel Board of governors della
Fed prima di essere nominato alla testa dei consiglieri
economici della Casa Bianca, a giugno, nomina
che lo ha posto in cima alla lista dei successori di
Greenspan. La disinvoltura con cui Bernanke ha saputo
lanciare teorie controcorrente, attesta che sarà
autonomo dalla politica. E’ già capitato
nella storia della Fed, che i professori si
siano rivelati teste dure. William Mac
Chesney Martin incorse nelle ire prima di
Truman che l’aveva nominato e poi di
Johnson, per la sua autonomia sui tassi
d’interesse.

Paul Volcker,anche lui professore
a Princeton, domò l’inflazione con
pugno di ferro senza ascoltare i presidenti
che lo criticavano.Mentre manager d’impresa
come William Miller, nominato da Carter, hanno
dato pessima prova. Dominare l’intreccio tra mercati
finanziari mondiali, dollaro fluttuante e politica di
bilancio Usa è mestiere che richiede pugno di ferro.

Bernanke vota repubblicano, ma vuol dire poco.
Scegliendo lui,Bush ha preferito il candidato più favorevole
a sostenere in ogni modo la crescita americana,
e meno rigido nei confronti del deficit federale cresciuto
in questi anni fino a quasi il 4% del pil Usa, tra
guerra ed emergenze come Katrina.Fin dai tempi del
MIT, Bernanke si è specializzato su come evitare una
nuova Grande Depressione.Tra inflazione e deflazione,
per lui è di gran lunga peggio la seconda. «Sono
due le peggiori cause di impoverimento mondiale, il
crac del 1929 e la squadra dei Red Sox che mi ha fatto
perdere tanto tempo a scuola»,è una della sue massime.

Quando Greenspan venne criticato per essere
stato troppo indulgente verso la bolla di Borsa, Bernanke
iniziò a elaborare la teoria secondo la quale le
banche centrali hanno il dovere e gli strumenti tecnici
per sostenere la crescita anche andando oltre
i tassi d’interesse zero o negativi.«Possiamo comprare
debito estero e anche titoli,non solo emettere
dollari a costo zero,pur di sostenere
la crescita».

Ha fornito a Greenspan
gli argomenti
teorici per una delle
ultime e più discusse
audizioni al Congresso,
quella in cui la Fed lanciò
la teoria per la quale il
deficit della bilancia dei
pagamenti e commerciale
Usa non costituisce una
preoccupazione eccessiva,
poiché serve a drenare l’eccesso di risparmio
presente oggi nel mondo.Di fatto, con
Bernanke la Fed affinerà ulteriormente gli strumenti
di monitoraggio per i quali il banchiere centrale
considera gli andamenti dei prezzi mobiliari
e immobiliari ancor più importanti di quelli al consumo,
per dosare la politica monetaria. In altre parole,
un dollaro debole a sostegno della domanda
interna Usa. Il peggio che potesse capitare, alle nostre
esportazioni che nell’area dell’Unione sono le
più soggette agli andamenti di cambio.

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