Uk, May formerà governo con gli unionisti

9 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Uscita da una sconfitta politica che si può ritenere bruciante nonostante il vantaggio numerico in Parlamento, la premier britannica Theresa May non solo ha fatto capire di non essere disposta a farsi da parte, come le aveva chiesto il rivale dei Laburisti Jeremy Corbyn, ma ha anzi chiesto e ricevuto l’incarico per la formazione di un nuovo governo di minoranza.

La leader dei Tories ha perso la sua scommessa e anche la maggioranza parlementare nelle elezioni di ieri, ma ha i numeri per poter formare un nuovo governo, il cui obiettivo, secondo May, sarà quello di “fornire certezza” al paese, che è quello di cui ha disperato bisogno.

L’esecutivo che viene così a formarsi sarà guidato dai conservatori che dovranno però affidarsi all’alleanza con il partito degli unionisti democratici nordirlandesi del Dup, una formazione peraltro contraria alla Brexit. Questo ha favorito i mercati che ora scommettono su negoziati più sereni con le autorità europee e una Brexit più morbida.

Parlando a Downing Street dopo essere stata ricevuta dalla regina Elisabetta II, May ha detto che il nuovo governo porterà la Gran Bretagna fuori dalla Ue nei tempi previsti e ha promesso di costruire un paese in cui nessuno verrà lasciato indietro.

“Ciò di cui il Paese ha più bisogno è certezza” ha detto May, e solo l’alleanza tra Conservatori e unionisti la può garantire, ha aggiunto. May ha detto che i due partiti lavoreranno insieme dopo aver “beneficiato di un forte rapporto per molti anni”. “E ora andiamo al lavoro” ha concluso.

Secondo li analisti di Moneyfarm si allontanano le prospettive di una Brexit dura. “Questo perché la May ha fallito nel suo proposito di avere una maggioranza elettorale che supportasse questo progetto. Se questa volontà dell’elettorato si trasformerà in un approccio al negoziato più costruttivo e comprensivo, allora potremo aspettarci segnali positivi nel medio termine”.

“È fuor di dubbio che una posizione indebolita dei Tory renderà loro più difficile affrontare il processo per la Brexit in Parlamento e più facile per gli altri partiti ostacolare / rallentare il processo (anche se limitato dall’ampio consenso elettorale ricevuto dai due partiti, entrambi favorevoli alla Brexit in un modo o nell’altro)”, scrivono gli strategist di Kempen Capital Management. “Come già commentato dall’UE, la nuova composizione del Parlamento britannico renderà ancora più incerti i negoziati, nonché i tempi per fare passi avanti degni di nota”.

Il caos politico scaturito dalle elezioni britanniche non ha alimentato sui mercati finanziari una caccia ai beni rifugio come si poteva pensare e al contrario si sta materializzando un selloff di oro e Bond. La possibilità che si formi un governo di minoranza a guida conservatori implica secondo i mercati una Brexit più morbida e meno turbolenze politico economiche in Europa. Anche le Borse avanzano, sia in Europa sia negli Stati Uniti.

Sul Forex, nonostante i tentativi di recupero la sterlina continua a soffrire e accusa a un certo punto la perdita più pesante dal voto sulla Brexit. Il voto ha messo la premier Theresa May, che aveva deciso di convocare le elezioni lampo di ieri con l’idea di rafforzare la sua posizione per condurre il negoziato sulla Brexit, in una posizione più debole, se sarà sempre lei – come sembra – a guidare il governo britannico.

La sterlina è precipitata fino a 1,2635 dollari, sui minimi proprio da quel 18 aprile scorso in cui la May, cogliendo tutti di sorpresa, aveva deciso di convocare il voto anticipato. La sterlina comunque non è scesa proprio ai valori antecedenti, sotto quota 1,26 dollari. Anzi, con il passare delle ore, in un quadro di marcata volatilità, la valuta britannica cerca di recuperare qualcosa a 1,2736 dollari. La divisa britannica ha perso molto terreno anche nei confronti dell’euro, che si attesta a 0,8780 sterline dopo un picco di seduta a 0,8858.