Economia

UK, inflazione a sorpresa sotto il 10%. Il peggio è alle spalle?

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Scende a sorpresa l’inflazione in UK. Nel mese di agosto, complice il rallentamento dei prezzi del carburante, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 9,9% all’anno, secondo le stime pubblicate oggi dall’Office for National Statistics. Si tratta di previsioni leggermente inferiori al consensus degli analisti (10,2%) e in calo rispetto al 10,1% di luglio. Sotto le stime anche l’incremento mensile: rispetto a luglio i prezzi sono aumentati dello 0,5%. L’inflazione core, che esclude la volatilità di energia, cibo, alcol e tabacco, è aumentata dello 0,8% su base mensile e del 6,3% su base annua, in linea con le aspettative. Se il prezzo dei carburanti cala, i prezzi dei generi alimentari restano alle stelle, fornendo il contributo al rialzo maggiore, parzialmente compensato, alla variazione delle tariffe”.

Complice l’aumento del costo della vita, l’economia britannica Regno Unito è finita in una crisi senza precedenti. Questo anche perché l’aumento degli stipendi non è riuscito a tenere il passo con l’inflazione, il che ha portato a uno dei cali dei salari reali più bruschi mai registrati.

Governo inglese impegnato a combattere l’inflazione

La scorsa settimana, il nuovo primo ministro britannico Liz Truss ha annunciato un pacchetto fiscale di emergenza che, dal primo ottobre, fissa un tetto massimo di 2.500 sterline all’anno per i prossimi due anni alle bollette energetiche annuali delle famiglie con una garanzia equivalente per le imprese nei prossimi sei mesi e un ulteriore sostegno in cantiere per i soggetti vulnerabili settori. In questo modo, Truss ha evitato che le attuali bollette del gas, da 1,971 sterline, salissero già a 3.549 sterline già nel solo mese di ottobre. L’obiettivo, ha detto la premier, è che il pacchetto per le bollette energetiche riduca l’inflazione del 5% rispetto agli aumenti altrimenti previsti del 13% già per il mese di ottobre. Gli analisti si aspettano che le misure – che si stima costeranno alla borsa pubblica circa 130 miliardi di sterline – riducano drasticamente gli effetti dell’ inflazione a breve termine, ma le aumentino a medio termine.

Cresce l’attesa per la Banca d’Inghilterra

Cresce intanto l’attesa per le prossime decisione della Bank of England, che si riunirà giovedì 22 settembre, ovvero una settimana dopo la data prevista (15 settembre), per via alla morte della regina Elisabetta II. Le attese sono di un aumento di 75 punti base dei tassi di interesse. Una mossa che appare necessaria alla luce delle stime sui prezzi: nella sua ultima riunione, l’istituto di politica monetaria ha previsto che l’inflazione raggiungerà il picco del 13,3% prima della fine dell’anno.

“La speranza è che il tetto massimo sulle bollette energetiche possa significare che l’inflazione è ora vicina al picco, anche se il calo del mese scorso potrebbe essere probabilmente un colpo di fortuna e potremmo vedere l’inflazione salire ulteriormente nei mesi a venire”, ha affermato Richard Carter, analista presso Quilter Cheviot. “Sebbene il piano energetico possa aiutare, viene a scapito di livelli più elevati di indebitamento e di spesa pubblica che potrebbero incoraggiare la Banca d’Inghilterra ad aumentare i tassi anche più di quanto inizialmente previsto”.