Uk, Fmi e Moody’s bocciano le riforme di Truss

28 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

Il Fondo Monetario Internazionale boccia senza appello il piano di riduzione delle tasse per i più ricchi annunciato dal governo britannico di Liz Truss venerdì scorso. Un piano che ha causato un crollo della sterlina e che, a detta dell’istituto di Washington, rischia di alimentare ulteriormente l’inflazione, che nel Regno Unito è all’8,6%. Nella sua dichiarazione, l’Fmi dice di “non raccomandare ampi pacchetti di stimolo fiscale in questa congiuntura, poiché è importante che le politiche di bilancio non agiscano in contrasto con la politica monetaria”.

Le banche centrali di tutto il mondo, inclusa la Bank of England, stanno da mesi aumentando i tassi di interesse per “raffreddare” l’inflazione e fare in modo che i prezzi scendano: indebitarsi per far crescere l’economia va esattamente nella direzione opposta. A novembre “la presentazione del budget annuale sarà un’opportunità per il governo britannico di trovare altri modi per per garantire un supporto all’economia più mirato e per riconsiderare le misure fiscali annunciate, soprattutto quelle di cui beneficiano i contribuenti con redditi alti” continua il Fondo Monetario Internazionale, mettendo infine in evidenza che le misure fiscali annunciate da Londra rischiano di aumentare le disuguaglianze. Da qui il consiglio di ritirare le riforme.

Allarme di Moody’s: a rischio la credibilità del Paese

Forti critiche sono arrivata anche da Moody’sL’agenzia di rating globale ha avvertito il governo britannico che i piani per tagli fiscali, in assenza di coperte adeguate,  potrebbero portare a maggiori deficit di bilancio e tassi di interesse più elevati, minacciando la credibilità del Paese presso gli investitori.

L’agenzia ha affermato che i grandi tagli alle tasse non finanziati sono stati “negativi per il credito”, portando a deficit strutturalmente più elevati tra aumento degli oneri finanziari, prospettiva di crescita più debole e un’acuta pressione sulla spesa pubblica.

“Uno shock di fiducia prolungato derivante dalle preoccupazioni del mercato sulla credibilità della strategia fiscale del governo che ha portato a costi di finanziamento strutturalmente più elevati potrebbe indebolire in modo più permanente l’accessibilità del debito del Regno Unito”, ha affermato Moody’s, che ha anche alzato le sue previsioni per la crescita economica del Regno Unito al 3,3% per il 2022, dal 3,0%, ma ha ridotto le sue previsioni per il 2023 allo 0,3%, dallo 0,9%, e non si aspettava che la crescita tornasse al potenziale fino al 2026.

Le riforme di Truss bocciate da mercato

Venerdì scorso il governo conservatore di Liz Truss ha presentato una riforma fiscale che, tra le varie misure, prevede l’abolizione dell’aliquota fiscale più alta sui redditi oltre le 150 mila di sterline (circa 170 mila euro), riducendo allo stesso tempo di un solo punto quella sui redditi più bassi.
Misure  favore per le fasce più ricche, e che i mercati hanno giudicato rischiose e irresponsabili , perché dovrebbero essere finanziate facendo debito e perché arrivano in un momento particolarmente delicato per l’economia mondiale.

Gli effetti sulla sterlina sono stati disastrosi: la valuta britannica è crollata toccando un minimo di 1,035 sul dollaro, vicino alla parità. Mentre il rendimento dei titoli di Stato a dieci anni è balzato oltre il 4% per la prima volta dal 2010.