Ue, Sassoli: “Cancellazione debiti Covid? Ipotesi di lavoro”

16 Novembre 2020, di Mariangela Tessa

Prende piede l’ipotesi di una cancellazione del debito pubblico accumulati dai governi per rispondere all’emergenza Covid. A rilanciare l’ipotesi,  dopo indiscrezioni recenti  è il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli.

“Cancellare i debiti contratti dai governi per rispondere al Covid è un’ipotesi di lavoro interessante, da conciliare con il principio cardine della sostenibilità del debito” afferma Sassoli, in un’intervista al quotidiano la Repubblica, in cui illustra la ricetta per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia. “Nella riforma del patto di stabilità dovremo concentrarci sull’evoluzione a medio termine di deficit e spesa pubblica in condizioni di crisi e non solo ossessivamente sul debito”.

Eurobond permanenti

Accanto alla cancellazione del debito, Sassoli rilancia l’idea di Eurobond permanenti. E ancora: nuovo Mes gestito direttamente dalle istituzioni europee e una riforma dei trattati per eliminare il diritto di veto in tutti gli ambiti della politica dell’Unione.

“Ci sono disperazione e miseria, iniziano ad aprirsi crepe sociali: quanto deciso fin qui è di estrema importanza e caratterizzerà l’Europa nei prossimi anni. Adesso però dobbiamo avviare una grande riforma per dare più governo e più sovranità all’Unione. Per cambiare il governo dell’Europa bisogna mettere mano ai trattati, innanzitutto per eliminare il diritto di veto in capo ai singoli governi, uno strumento anacronistico” afferma Sassoli. E ha proseguito: “Dobbiamo prendere sul serio il richiamo della presidente Lagarde sul Recovery Fund permanente e rendere definitivo l’indebitamento comune. È necessario rendere permanenti le emissioni di debito comune e creare un Tesoro a livello europeo. Abbiamo avuto un grande successo con i bond di Sure e avremo un grande successo con quelli del Recovery. È un modello da rendere definitivo”.

Riforma del Mes

E sulla riforma del Mes, il numero uno del Parlamento europeo spiega:

“Di fronte alla sofferenza che vediamo in tutti i Paesi lasciare nel congelatore 400 miliardi sarebbe intollerabile. Per rendere utile il Mes serve discontinuità: è necessario riformarlo e renderlo uno strumento comunitario, non più intergovernativo”.

Il presidente del Parlamento europeo dà ragione a Paolo Gentiloni, commissario all’economia, sul Patto di Stabilità:

“E’ inutile pensare di riattivarlo prima del 2023”. Adesso “abbiamo bisogno che tutti gli Stati membri s’impegnino in riforme fiscali coordinate a livello europeo, in modo da sviluppare politiche redistributive”. “Molti combattono con la povertà, ma altri hanno guadagnato dalla crisi. Il contributo dei privilegiati è importante per ridurre le diseguaglianze”, sottolinea in riferimento “ai giganti della Rete e ad alcune grandi catene di distribuzione. E’ necessario mettere fine ai privilegi di cui le grandi industrie godono in alcuni paesi dell’Unione, come i tax ruling”.