Ue e Giappone: in vista stagnazione secolare

23 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’anno prossimo Stati Uniti, mercati in via di Sviluppo e Regno Unito ritorneranno a registrare tassi di crescita sostenuti, di almeno il 3% secondo le stime di Citigroup.

Per Giappone e Unione Europea, invece, le stime sono decisamente più mediocri. Tokyo sta cercando di uscire da un periodo “buio” lungo 15 anni e caratterizzato da deflazione e stagnazione. Per riuscirci ha bisogno degli aiuti della Banca del Giappone, che secondo quanto esposto sul Financial Times dall’economista di Citi Willem Buiter deve fare di più.

Un piano di stimolo monetario fiscale temporaneo sarà necessario per controbilanciare gli aumenti di tasse previsti nel 2014 e 2015.

Anche per poter incrementare l’offerta di lavoro e alimentare la produttivià nel settore dei servizi, c’è’ molto da fare. Solo così si potrà materializzare una crescita della produzione più rapida.

Se in Giappone rimane il rischio di tornare in una fase di stagnazione, il candidato numero uno secondo l’analisi della banca americana, è l’area euro.

Finché Stati sovrani e le banche non avranno ridotto i debiti e ripulito i bilanci, non si vedrà una vera a propria ripresa solida.

La Bce dovrà inoltre riuscire a invertire l’interpretazione asimmetrica del suo mandato propeudico alla stabilità dei prezzi, oltre che a superare i rischi materiali rappresentati da una deflazione.