Ubs, uscita dall’euro improbabile: non conviene

5 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

“Le famiglie italiane hanno 9.600 miliardi di euro di asset” mentre “sono 2,3 i miliardi di euro di debito pubblico. Questa è una ragione molto forte per votare per difendere il valore del risparmio, e non per svalutare per aiutare i mutuatari. Gli italiani preferiscono probabilmente i loro beni in euro piuttosto che in nuove lire”: è questo, secondo un’analisi di Ubs, il principale argomento che rende assai improbabile che la Penisola decida di uscire dalla moneta unica.

Il potere d’acquisto dei depositi bancari, ad esempio, diminuirebbe anche sul territorio nazionale visto che è lecito, in caso di Italexit aspettarsi un aumento dei prezzi. Secondo Ubs, comunque, mancano i segnali più importanti per ritenere che l’uscita dall’euro sia plausibile: “Le mosse del mercato obbligazionario non uccidono le unioni monetarie. Le operazioni bancarie uccidono le unioni monetarie. Se la gente pensasse che l’Italia potrebbe uscire dall’euro, avrebbe ritirato rapidamente i soldi dalle banche. Questo non sta succedendo”.

Gli analisti di Ubs, poi, nell’introdurre le possibili conseguenze di un’uscita dall’euro dell’Italia, si concedono una battuta: “Le unioni monetarie sono come l’Hotel California cantato dagli Eagles: i membri possono fare il check out, ma non possono (quasi) mai uscirne”. Nel caso dell’Italia, un Paese di risparmiatori, è difficile che un’uscita dall’euro goda del consenso popolare.

Nel caso si verificasse, le conseguenze sarebbero peggiori rispetto a quelle della Brexit: dal punto di vista dei trattati l’uscita dall’euro deve coincidere necessariamente con l’uscita dall’Ue. I partner europei “potrebbero essere ancora meno gentili con l’Italia rispetto a quanto lo sono stati con il Regno Unito, visto il caos che l’Italia provocherebbe lasciando l’Ue. Un politico soluzione (rielaborazione dei trattati internazionali) può mantenere l’Italia nell’Ue. Ciò presupporrebbe parecchia buona volontà nei confronti di un paese che avrà appena lasciato la moneta unica”.