Ubi Banca, dopo i guai giudiziari i conti in rosso: pesano svalutazioni

12 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Come se non bastassero i guai giudiziari, Ubi Banca ha archiviato il 2014 in rosso, con una perdita a livello consolidato di 725 milioni di euro, superiore alle aspettative.

La notizia positiva riguarda l’incremento del dividendo per i soci deliberato dal CdA: salirà da 6 a 8 centesimi per azione. Il risultato negativo risente della contabilizzazione di 883 milioni di svalutazioni.

Al netto delle rettifiche Ubi, terza banca italiana per capitalizzazione di mercato, mostrerebbe un utile netto di oltre 146 milioni rispetto ai 100 milioni del precedente esercizio.

Anche Banco Popolare ha chiuso in rosso il quarto trimestre, con una perdita netta di 1,8 miliardi, a causa principalmente di una pulizia del portafoglio crediti dopo gli AQR delle Bce.

L’AD Saviotti ha affermato che non si tirerebbe indietro se fosse creata una ‘bad bank’ di matrice pubblica, in quanto rappresenterebbe un’opportunità per tutto il sistema bancario. Saviotti ha anche aggiunto che l’istituto è pronto a valutare operazioni di aggregazione.

Mentre nel mondo della finanza è ancora aperto il dibattito sulla trasformazione delle banche popolari in Spa per effetto del decreto del governo, ieri il settore bancario è rimasto particolarmente scosso dalla vicenda giudiziaria sulle sedi territoriali di Ubi Banca, che vede indagato Giovanni Bazoli. Il reato ipotizzato per i vertici dell’istituto è di ostacolo alla vigilanza.

Nonostante l’impairment, il gruppo ha generato nel corso dell`esercizio un risultato positivo delle gestione caratteristica che si è riflesso in un incremento dei valori patrimoniali e che, fermo il rispetto dei parametri di capitale regolamentare, ha consentito al consiglio di gestione di confermare una politica di distribuzione del dividendo ai soci.

Il margine di interesse è migliorato del 3,9% a 1,81 miliardi e le commissioni nette del 3,3% a 1,22 miliardi. Il risultato della gestione operativa si attesta a oltre 1,3 miliardi con un +0,5% e l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte registra un +57,4% a 449 milioni.

Sul fronte patrimoniale il CET 1 a fine 2014 si attesta al 12,33% rispetto al 13% di settembre per effetto dell’aggiornamento dei parametri di rischio mentre a livello pro-forma è stimato a regime all’11,5% dal 12% di fine settembre.

Per quanto riguarda gli aggregati patrimoniali, gli impieghi sono aumentati dello 0,8% rispetto a settembre a 85,6 miliardi e il trend positivo è confermato anche a gennaio mentre la raccolta diretta registra una crescita del 6,1% rispetto alla fine del terzo trimestre.

Convocato per il CdA sui conti, il team manageriale del terzo gruppo bancario per capitalizzazione di Borsa deve difendersi dalle accuse e dalle polemiche. “Le dimissioni dei vertici pro tempore di Ubi sono, a questo punto, tanto urgenti quanto inevitabili – ha detto Giorgio Jannone, presidente delle Cartiere Pigna, ex parlamentare del Pdl – essendo venuto palesemente meno il richiesto requisito della onorabilità”.

Le accuse sono pesanti. Il sospetto degli inquirenti e degli specialisti valutari della Guardia di Finanza, emerso già nella prima fase dell’inchiesta, è che fin dal 2007 le due associazioni abbiano stretto accordi non comunicati al mercato attraverso i quali determinare e spartirsi gli incarichi di vertice di Ubi e, a cascata, ogni altra “poltrona” di rilievo nell’istituto.

Restando nell’ambito del comparto bancario, per porre rimedio al rincaro del franco, Credit Suisse ha deciso di tagliare i bonus ai suoi dipendenti. L’ultimo trimestre dell’anno si è chiuso in utile.

Da parte sua Societe Generale ha detto che ridurrà l’esposizione alla Russia alla luce delle perdite subite per via degli accantonamenti sui crediti in rosso. L’utile netto non ha subito conseguenze, dal momento che è aumentato di tre volte nel quarto trimestre dell’anno.

(DaC)