Tsunami M5S in Italia. PD ko: colpa di Renzi o della minoranza?

20 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – I ballottaggi 2016 passeranno alla storia per aver decretato il primo sindaco donna di Roma e in generale per la vittoria senza se e senza ma del M5S che, oltre alla capitale, conquista anche Torino. Milano passa invece nelle mani di Beppe Sala del Pd, mentre a Napoli e Bologna si confermano Luigi De Magistris e Virginio Merola.

Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino vincono rispettivamente con il 67,2% e il 54,5% delle preferenze. Nella capitale Raggi ha così commentato il risultato ottenuto:

 “Per la prima volta Roma ha un sindaco donna, un cambiamento fondamentale. Sarò il sindaco di tutti i romani anche di quelli che non mi hanno votato. Lavoreremo per riportare la legalità e trasparenza nelle istituzioni. Con noi si apre una nuova era. Voglio mettere un punto su questi toni aspri e gli attacchi ricevuti dalle forze politiche in questa campagna elettorale. Mi auguro che le forze politiche abbiano il buon senso di mettere al centro delle scelte politiche l’interesse dei romani. Io sono pronta a governare. Il risultato è sopra ogni aspettativa, abbiamo vinto in dodici municipi. Sarà dura, lo sappiamo come è Roma, ma più è dura e più sarà bello”.

Entusiasmo anche da parte della grillina Chiara Appendino che a Torino ha spodestato il sindaco uscente Piero Fassino.

“E’ giunto il nostro tempo, abbiamo il dovere di ricucire una città profondamente ferita, ricostruendo il rapporto di fiducia tra i cittadini e i loro amministratori. I torinesi ci hanno accolto con un rinnovato interesse per la politica e con un calore che è difficile riassumere in pochi minuti. Di questa comunità tutti devo sentirsene parte. Sono certo che l’opposizione sarà dura, come lo siamo stati noi. Oggi si apre una nuova era per la città, da domani saremo già al lavoro per servire Torino. Negli ultimi quindici giorni ho visto un entusiasmo incredibile, non ero certa di vincere, non  lo sono mai stata fin quando non ho visto i risultati”.

Grande festa nella sede del comitato elettorale dei cinquestelle dove in serata è arrivato anche Davide Casaleggio, il figlio dello scomparso Gianroberto. “Siamo pronti a governare” – dice il vicepresidente Luigi Di Mario, gli fa eco Di battista: “E adesso iniziamo. Coraggio”.

Nella notte arriva anche l’analisi del Partito democratico che tramite una nota del Nazareno parla di “sconfitta netta e senza attenuanti a Roma e Torino contro le candidate del M5S.

“Vittoria chiara e forte a Milano e Bologna contro i candidati delle destre. Il quadro nazionale, invece si legge nella nota del Nazareno è molto articolato. Perdiamo alcuni comuni dove abbiamo governato a lungo e vinciamo in altri comuni dove da vent’anni la destra era maggioranza. La Lombardia, per esempio, vede per la prima volta tutti i comuni capoluogo ormai a guida pd. Vinciamo da Varese a Caserta, in zone per noi difficili. Ma resta l’amaro in bocca per alcune sconfitte molto dure, da Novara a Trieste. È dunque evidente il dato frastagliato del voto territoriale, dato che contiene peraltro anche alcune indicazioni nazionali su cui la direzione nazionale del Pd rifletterà il prossimo venerdì 24 giugno, a partire dalle 15. A tutte e tutti i sindaci i migliori auguri di buon lavoro da parte del Pd”.

Lo stesso Giachetti ammette la sconfitta, così come Piero Fassino secondo cui la vittoria del M5S è dovuta al blocco di centrodestra che ha votato la Appendino.

“Per il centrodestra era un’occasione troppo ghiotta far perdere il centrosinistra a Torino dopo 23 anni. Questa motivazione ha prevalso sopra ogni altra cosa. Noi confermiamo i voti del primo turno, il dato aritmetico è inequivocabile: l’elettorale di centrodestra ha fatto convergenza sulla Appendino. L’esito delle comunali deve forse far compiere una riflessione anche di tipo politico perché questa situazione si è verificata solo dove la sfida era tra centrosinistra e M5s”.

Napoli e Bologna grandi riconferme per Luigi De Magistris e Virgilio Merola mentre a Milano vince il candidato renziano Beppe Sala che chiude con un vantaggio del 51,7% contro il 48,3% di Stefano Parisi.

Tra le altre città chiamate al ballottaggio a Benevento trona in scena Clemente Mastella, mentre Trieste passa in mano al centrodestra con Roberto Dipiazza che vince sul candidato del centrosinistra Roberto Cosolini.