Tsipras si arrende, l’Imu rimane. Ma Bruxelles: “non ci siamo”

30 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Febbrili proseguono le trattative tra la Grecia e i suoi creditori sul nuovo piano presentato da Atene venerdì scorso. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, i funzionari di Bce, Fmi e Ue non sarebbero però convinti. E a questo punto viene da chiedersi cosa possa avere ancora il governo di Atene, che già ha fatto dolorose concessioni.

La prima: decidere di aumentare l’IVA per le isole greche, una misura che precedentemente era stata ripudiata dal ministro delle Finance Yanis Varoufakis; la seconda: mantenere in vigore la tassa sulle proprietà che Tsipras aveva promesso di abolire. Nel suo discorso di insediamento, il premier Tsipras aveva detto che la tassa sulle proprietà (ENFIA, equivalente dell’IMU in Italia) sarebbe stata abolita e sostituita da una più pesante tassa sulle “grandi proprietà”.

La concessione sulla tassa sulle proprierà sembra essere il punto focale del nuovo piano, in quanto permetterebbe di raccogliere 2,5 miliardi dei 3 miliardi di euro previsti in nuove entrate fiscali. Tuttavia le istituzioni, o la troika o il Brussels Group – comunque lo si voglia chiamare – non sono soddisfatte in quanto, a loro avviso, la lista non include riforme al mercato del lavoro e al sistema pensionistico greco.

La nuona lista delle riforme proposte dal governo greco è pronta. Un funzionario ha precisato che le entrate fiscali non deriveranno assolutamente da “tagli agli stipendi o alle pensioni”. E ancora: “la lista non include misure recessive”. In base alle riforme, fermo restando l’esistente bailout dell’Ue, Bce e dell’Fmi, si prevede una crescita del Pil dell’1,4% per il 2015 e un surplus primario di budget dell’1,5%.

Atene ha già consegnato venerdì scorso la lista di riforme e, a questo punto, si attende nuovamente il verdetto dell’Eurozona. Ma la doccia fredda non tarda ad arrivare: “Non ci siamo ancora”, ha detto la principale portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, parlando alla stampa. Schinas ha confermato che le trattative proseguono e che l’obiettivo è arrivare a un programma di riforme economiche che sia “credibile ed esaustivo”.

Torna alta la tensione sui mercati finanziari della Grecia. I tassi decennali sono balzati stamattina fino all’11,11% dall’11,04% di venerdì notte, mentre quelli dei bond a due anni sono balzati dal 20,4% al 20,8%. Ovvero: di nuovo aumenta il rischio di default.

Diciotto le proposte contenute nella nuova riforma tra cui: 1) aumentare le tasse per la vendita di alcuni beni, e mantenerle basse per i prodotti alimentari; combattere l’evasione fiscale con sanzioni contro il mancato pagamento o per una dichiarazione dei redditi fasulla; combattere il mercato nero dei carburanti; controlli sui nomi della lista Lagarde (più di 2.000 sospettati di evasione fiscale) e sui trasferimenti di soldi all’estero; congelare le pensioni anticipate, consolidare i fondi di previdenza, creare un fondo nazionale; continuare con alcune privatizzazioni; incoraggiare l’emissione di scontrini fiscali legandoli alla partecipazione in lotterie.

Nelle ultime ore ha fatto parlare di sé Panagiotis Lafazanis, ministro per l’Energia che, in un’intervista rilasciata al quotidiano Kefalaio, ha detto che “l’unico modo per la Grecia di uscire dalla crisi è attraverso uno scontro, se non conflitto, con “l’Europa tedesca”. “L’Unione europea germanizzata sta letteralmente soffocando il nostro paese”. Con la minaccia. “La Grecia è andata oltre il punto di rottura; ha bisogno urgentemente di grandi, forti alternative all’Europa attuale, tedesca. “I creditori si stanno comportando come imperialisti senza scrupoli verso una lontana colonia, minacciando di soffocare l’economia”. Dunque, meglio trovera alternative…in Russia. Proprio nella giornata di oggi, il ministro Lafazanis incontrerà il suo omologo russo e amministratore delegato del colosso energetico Gazprom a Mosca. (Lna)