Tsipras pensa di tornare al voto. La domanda che ha scioccato Europa

13 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Le trattative tra l’Eurozona e il governo greco non hanno portato per ora a nulla di buono. Maratone di negoziati durate ore, nuove riunioni spesso estenuanti dell’Eurogruppo, si sono concluse spesso con frustrazione, delusione e alzate di spalle. La pazienza è al limite, da ambo le parti. Tanto che oggi il tabloid tedesco Bild scrive che il premier greco Alexis Tsipras starebbe valutando l’ipotesi di tornare alle urne.

Si tratta solo di indiscrezioni, riportate da un membro dell’esecutivo, secondo cui il premier adotterebbe tale misura nel caso di rottura di negoziati con i creditori internazionali.

“Non abbiamo niente da perdere – ha detto la fonte, che sarebbe un ministro – ha se l’Ue mantiene la sua posizione rigida dobbiamo dimostrare che anche noi siamo decisi. E che il popolo greco è con noi”.

Dalla sua parte, Tsipras ha i numeri dei sondaggi, che parlano di un consenso del 40%. Se così fosse, Syriza (il partito di cui è leader) potrebbe aggiudicarsi la maggioranza assoluta e probabilmente avere maggior potere contrattuale verso Bruxelles.

Sullo sfondo, si parla addirittura di autorità europee scioccate dal comportamento della Grecia (un rumor che è stato smentito dal ministero delle Finanze in Grecia, ma che sta facendo parlare molto di sé”.

Stando a un articolo del tedesco Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, citato da Reuters, l’incapacità mostrata la scorsa settimana dal rappresentante di Atene nel presentare un piano di riforme strutturali per il paese ellemico ha scioccato i funzionari. Il rappresentante, secondo le indiscrezioni riportate, si sarebbe comportato come “un tassista”. E questo perchè il rappresentante si sarebbe limitato semplicemente a chiedere soldi come un “taxi driver”, insistendo che il suo paese, altrimenti, sarebbe scivolato subito in una condizione di default.

Il riferimento è alla riunione che si è svolta lo scorso giovedì tra i vice ministri delle Finanze, in cui ad Atene è stato dato l’ennesimo “ultimatum”, ovvero sei giorni lavorativi di tempo per inviare entro il 24 aprile nuove proposte economiche per rimettere in piedi il paese.

Da Reuters: “fonti dell’Eurozona hanno riferito al Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung di essere deluse e scioccate per l’assenza di progressi nei piani di Atene, in particolare per la riluttanza a parlare di taglio alle pensioni statali”. Ed è sempre più escalation nella tensione tra il governo di sinistra di Atene e i partner dell’Eurozona, soprattutto la Germania: i rapporti si sono notevolmente deteriorati nelle ultime settimane. (Lna)