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Trump torna a minacciare l’Europa con i dazi: “Unione europea nata per fregare gli Usa”

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Sale la tensione tra Europa e Stati Uniti dopo che, nelle ultime ore, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato l’intenzione di imporre tariffe del 25% sulle merci importate dall’Unione Europea. Una decisione, che dovrebbe essere ufficializzata presto, e che prende le mosse dalla convinzione di Trump che l’UE sia stata creata per “fregare gli Stati Uniti”. “Questo è lo scopo e hanno fatto un buon lavoro. Ma ora sono io il presidente”. Affermazioni forti che hanno suscitato immediate reazioni da parte dell’UE.

Che cosa ha detto Trump

Durante la prima riunione del presidente con i suoi ministri, apertasi con un preghiera, Trump ha dichiarato che l’annuncio delle tariffe sarà fatto “molto presto” e che queste saranno applicate principalmente su automobili ma anche su non precisati altri prodotti. Pur ribadendo il suo “amore” per i Paesi europei, l’inquilino della Casa Bianca ha inoltre ribadito la sua disapprovazione per le regolamentazioni commerciali europee, sostenendo che le stesse svantaggiano gli esportatori statunitensi in particolare nel settore agricolo e automobilistico.

“L’UE ha approfittato degli Stati Uniti per troppo tempo,” ha affermato Trump. “Non accettano le nostre automobili e i nostri prodotti agricoli, mentre noi accettiamo una vasta gamma di prodotti europei.”

Trump ha inoltre aggiunto che l’UE ha creato un ambiente commerciale “ingiusto” nei confronti degli Stati Uniti. “Non possiamo più permettere che questo accada,” ha detto, denunciando un deficit commerciale eccessivo pari a 300 miliardi di dollari . “Dobbiamo proteggere i nostri lavoratori e le nostre imprese”.

La risposta dell’UE

Non si è fatta attendere a lungo la reazione di Bruxelles. La Commissione europea ha respinto le affermazioni di Trump, secondo cui  l’Ue “si approfitta” degli Stati Uniti.  Al contrario, spiega che “l’Ue è il più grande mercato libero del mondo ed è stata una manna per gli Stati Uniti. Gli investimenti statunitensi in Europa sono altamente redditizi. Le aziende americane sono state in grado di investire e generare entrate sostanziali proprio perché l’Unione è un grande mercato unificato che fa bene agli affari”, ha sottolineato il portavoce ricordando che il commercio transatlantico di beni e servizi “ammonta a oltre 1,5 trilioni di dollari all’anno, il più grande al mondo”.

“Dovremmo lavorare insieme per preservare queste opportunità per la nostra gente e le nostre aziende, non gli uni contro gli altri”, ha ammonito il portavoce, ricordando che “l’Europa è sinonimo di dialogo, apertura e reciprocità”. “Siamo pronti a collaborare se rispettiamo le regole ma proteggeremo anche i nostri consumatori e le nostre aziende a ogni passo” perché “non si aspettano niente di meno da noi”, ha aggiunto.

Implicazioni economiche

Le tariffe del 25% potrebbero avere significative implicazioni economiche per entrambe le parti. E quindi anche per l’Italia. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che l’UE applica già una tariffa del 10% sulle importazioni di veicoli, quattro volte superiore alla tariffa del 2.5% applicata dagli Stati Uniti sui veicoli passeggeri europei. Mentre gli Stati Uniti impongono inoltre una tariffa del 25% sui pick-up importati.

“Queste tariffe potrebbero avere un impatto devastante sulle nostre esportazioni,” ha commentato un rappresentante del settore automobilistico europeo. “Speriamo che si possa trovare una soluzione diplomatica prima che sia troppo tardi.”

A questo punto, è probabile che le tensioni commerciali tra Stati Uniti e UE siano destinate a crescere se queste tariffe saranno effettivamente implementate. L’UE, come detto, ha promesso di reagire con misure retaliatorie, anche se Trump ha espresso dubbi sulla capacità dell’UE di imporre sanzioni efficaci. “Non credo che l’UE sia in grado di reagire con forza,” ha detto Trump.  “Possono provarci ma noi – ha minacciato – possiamo non comprare più e se accade questo vinciamo”.