Trump, mani legate sulla Russia: ok dal Congresso a inasprimento sanzioni

28 Luglio 2017, di Mariangela Tessa

Ancora una sconfitta per il presidente Usa, Donald Trump. Mentre si votava per la riforma sanitaria, il Congresso ha approvato l‘inasprimento delle sanzioni economiche e finanziarie nei confronti del Cremlino, dell’Iran e della Corea del Nord.

Una decisione che mette in difficoltà The Donald, che in questo modo si vede legate le mani soprattutto sulle misure contro Mosca, su cui aveva mostrato dissenso.

Con il voto di ieri sera, Trump non ha più libertà di azione senza l’ok del Congresso. In pratica, per le sanzioni l’ultima parola non spetterà più al potere esecutivo ma saranno i parlamentari a decidere questo capitolo cruciale della politica estera degli Stati Uniti.

Il Presidente adesso, in base alla nuova legge, dovrà chiedere il permesso a Camera e Senato qualora avesse intenzione di allentare la stretta delle sanzioni contro Putin.

Come ricorda la Repubblica:

“Adesso la legge sulle sanzioni arriva sul tavolo del presidente. Che ha un dilemma: controfirmare o no le nuove sanzioni approvate da quasi tutto il Congresso? Se lo fa certifica il suo declassamento. Se invece decide di porre il veto, potrebbe essere un boomerang: perché la maggioranza è così ampia da annullare anche il suo no e dunque sarà inutile e controproducente, soprattutto a livello di immagine.

Nella maratona legislativa di queste ore negli Stati Uniti prima della pausa estiva, tra un voto e l’altro, la Camera ha anche approvato il budget del Pentagono, inclusi 1,6 miliardi di dollari per la costruzione del muro al confine con il Messico, altro promessa di Trump in campagna elettorale”.