Trump ha un problema: i derivati di Goldman Sachs

1 Febbraio 2017, di Alberto Battaglia

Dai dati trimestrali dell’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) sui derivati in pancia alle banche americane mostrano un dato degno di nota: l’esposizione al credito in rapporto al capitale ponderato per il rischio per Goldman Sachs Bank Usa è del 433%, il doppio di JP Morgan e sei volte quello di Bank of America.

Goldman Sachs come si può osservare dalla figura (relativa ai dati del trimestre concluso il 30 settembre 2016) è anche la terza per quantità di derivati iscritti a bilancio, con 45,48 mila miliardi a fronte di 880 miliardi di asset. JP Morgan, ad esempio, può vantare un peso dei derivati assai inferiore: 2,5 mila miliardi di asset a fronte di 50,6 mila miliardi di dollari di derivati (valore facciale).

Le cifre, problematiche per il neo presidente Donald Trump, non trovano paragoni nemmeno in Europa, dove Deutsche Bank l’anno scorso era alle prese con una montagna di contratti derivati, pari a circa 42 mila miliardi di euro, ma il cui rischio effettivo dovuto all’esposizione a tali strumenti finanziari era di 41 miliardi, secondo i calcoli del suo Chief Risk Officer.