Moody’s: il programma di Biden avrà un miglior impatto sul Pil rispetto a quello di Trump

29 Ottobre 2020, di Alberto Battaglia

Il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden ha promesso 2mila miliardi in investimenti green e in infrastrutture. Sull’altro piatto della bilancia, il candidato dem conta di drenare 1.400 miliardi di dollari dagli aumenti fiscali che saranno inflitti alle fasce più abbienti della popolazione americana.

Un mix ambizioso e discusso, in particolare fra i circoli dell’alta finanza, ma che ha convinto l’agenzia di Rating Moody’s della sua efficacia. L’impatto sul Pil dell’agenda di Biden, infatti, sarebbe nettamente più positivo rispetto a quello previsto con la realizzazione del programma di Donald Trump. (Si veda il grafico in basso).

 

Andando ad analizzare nel dettaglio le agende economiche dei due candidati (grafico in basso) si nota come entrambi siano concordi nella volontà di investire in infrastrutture, benché Biden prometta oltre il quadruplo della spesa complessiva rispetto al candidato repubblicano.
Trump, inoltre, andrebbe a tagliare le uscite su sanità, istruzione e sicurezza sociale (laddove Biden, al contrario, incrementerebbe le rispettive dotazioni). Sotto profilo delle entrate Trump ha promesso ulteriori riduzioni di tasse soprattutto sui redditi personali e sul lavoro dipendente.

Biden, invece, non ha nascosto l’intenzione di aumentare le imposte sui ricchi. Il grosso delle nuove entrate, però, graverebbe sulle spalle delle aziende, la cui aliquota passerebbe dal 21 al 28%.

Secondo Oxford Economics i primi effetti di una vittoria di Biden si osserverebbero già sul Pil del 2021: con i democratici alla Casa Bianca e in maggioranza al Congresso il Pil crescerebbe del 4% anziché del 3,9%.

Il voto anticipato da record

Nel frattempo le operazioni di voto anticipato, influenzate dal timore di contrarre il Covid-19, hanno raggiunto nuovi record. Secondo i dati dell’Elections Project hanno già votato (di persona o per posta) oltre 69,5 milioni di americani, ovvero il 50,4% dei votanti alle scorse elezioni presidenziali.