Truffe sui social media: come riconoscerle e come difendersi

14 Marzo 2022, di Alessandra Caparello

Le truffe sono sempre dietro l’angolo e si evolvono con i tempi che corrono. Si legge spesso di truffe sui canali social e nella prima metà del 2020 sono stati rubati quasi 117 milioni di dollari a causa di truffe partite dai social media, con un incremento del 50% rispetto al 2019 ed una tendenza alla crescita tuttora confermata.

Trustpilot, piattaforma di recensioni a livello globale, ha così stilato una lista delle più comuni truffe social riscontrate nel corso dell’ultimo anno, così da alzare il livello di consapevolezza ed evitare di caderne vittime.

Truffe via social: ecco le più comuni

Ecco le truffe più comuni sui social media a cui prestare attenzione:

Quiz e app di terze parti: i quiz sui social media sono piuttosto comuni nel mondo del social scamming. Si tratta spesso di app di terze parti che compaiono nelle home page dei canali social e a cui si offre la possibilità di estrarre informazioni personali dal proprio profilo. “Se nel corso di un quiz vi si chiede la strada in cui siete cresciuti, dice Trustpilot, il cognome di vostra madre o il nome del vostro primo animale domestico, è possibile che l’obiettivo non sia quello di dirvi quale commedia romantica dei primi anni 2000 vi rappresenta, ma più probabilmente quello di entrare nel vostro account. Il lancio di un’app di terze parti dovrebbe sempre essere trattato con cautela perché i truffatori sanno che gli utenti raramente prestano attenzione ai termini contrattuali quando li accettano”.

Sei tu in questa foto o video? è una delle domande che si trovano spesso sui social e con questa truffa uno sconosciuto, o peggio ancora un amico ignaro della cosa, vi manderà un messaggio e vi chiederà se siete voi quelli ritratti in una foto (o in un video) che ha trovato online, inserendo un link alla fine del messaggio. “Il file rimanderà ad un sito speculare che somiglia a Facebook, con la richiesta di accedere nuovamente alla piattaforma. Offrendo queste informazioni, si consentirà ai truffatori di entrare in possesso delle vostre credenziali di accesso”.

Truffe con addebiti nascosti o ricorrenti sono spesso legate a quei quiz e test di personalità che – prima di fornire i risultati – richiedono l’invio del vostro numero di cellulare. E anche se riceverete realmente i risultati, probabilmente avrete già inconsapevolmente accettato un costo aggiuntivo, che troverete come spesa extra nel vostro conto telefonico mensilmente.

Truffe romantiche e manipolazione emotiva avvengono quando qualcuno vi convince a intraprendere una relazione online per ottenere del denaro. Se, quindi, il profilo di uno sconosciuto sembra troppo perfetto, è meglio stare in guardia. Alcuni campanelli d’allarme, secondo Trustpilot, sono quanto i loro gesti romantici e i loro sentimenti si intensificano molto velocemente, vivono molto lontano, hanno un lavoro che non può essere verificato o non sembrano mai disponibili alle video chiamate. Questi fattori da soli potrebbero non essere sufficienti, ma se dopo aver stabilito una connessione emotiva, gli sconosciuti avanzano richieste economiche legate alla necessità di saldare debiti, spese mediche o viaggiare (magari per venire a trovarvi) allora meglio prendere le distanze. Nel 2020 le truffe romantiche sono costate 304 milioni di dollari alle ignare vittime.

Scopri chi ha visitato il tuo profilo. Esistono sin dagli esordi di Facebook, eppure varianti di ogni tipo pullulano su quasi tutte le piattaforme social. La ragione per cui queste truffe sembrano non smettere mai di andare a segno è legata alla nostra innata curiosità. Di solito conducono a un’applicazione di terze parti a cui si dovranno concedere svariate autorizzazioni prima che possa mostrarci chi ha presumibilmente visitato il nostro profilo. Ma a causa di queste autorizzazioni, è possibile che venga violato, con il conseguente furto di preziose informazioni personali.

URL nascosti e link abbreviati. Ci siamo abituati agli URL abbreviati su social come Twitter, ma anche questi possono essere pericolosi. A prima vista, infatti, non si può essere sicuri di dove ci reindirizzeranno; magari a un sito che cercherà di installare un malware o che cercherà di entrare in possesso di informazioni personali. Dato che gli URL abbreviati sono onnipresenti online, è piuttosto difficile evitarli del tutto. La cosa migliore da fare, quindi, è cercare di essere prudenti e, se non si è sicuri che siano legittimi, copiare l’URL in ExpandURL o Google Safe Browsing per verificarne la sicurezza prima di cliccarci sopra.