Troppo testosterone fa male agli affari

10 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Gli alti livelli di testosterone che scorrono nelle vene dei giovani Ceo possono vanificare gli sforzi compiuti dalle aziende per portare a termine un affare di fusione o acquisizione. E’ il risultato di una ricerca intitolata “Deal or No Deal: Hormones and the Mergers and Acquisitions Game”.

La stramba conclusione a cui arriva lo studio e’ che “gli amministratori delegati con maggiori livelli di steroidi nel proprio sistema corporeo sono piu’ portati (+20% rispetto alla media) a dire di no o rovinare le operazioni di acquisizione e fusione”.

“C’e’ uno stretto legame tra i giovani CEO e il tasso di rinuncia agli affari di M&A”, spiega il professore Maurice Levi della Sauder School of Business alla University of British Columbia, la cui ricerca dimostra come esista un rapporto tra la giovinezza dei manager d’azienda e i livelli troppo alti di testosterone. “Per esempio, i giovani CEO, che hanno livelli alti della sostanza nelle vene, hanno la tendenza a rifiutar ele offerte quando e’ contro il loro stesso interesse”.

Quando le societa’ guidate da giovani “piu’ pompati” finiscono nel mirino di qualche rivale, c’e’ una possibilita’ del 2% in piu’ che gli AD facciano resistenza, spingendo gli interessati a lanciare un’offerta ostile, disinteressandosi di quale e’ la volonta’ della leadership dell’azienda.