Tria, pressing sul governo per deficit sotto il 2% ma Di Maio lo stoppa

4 Settembre 2018, di Mariangela Tessa

Continua, all’interno del governo, il dibattito sul livello del Deficit/Pil.  Appena tornato a Roma dopo una missione a Pechino e Shanghai, il ministro dell’Economia Giovanni Tria continua a fare pressing su Lega e M5s perché il livello deficit/Pil resti sotto il 2% del Pil nel 2019. Lo riferiscono fonti governative vicine al dossier all’agenzia Reuters. Il titolare del Tesoro, vorrebbe limitare il deficit all’1,8 o all’1,9%, spiega una delle fonti.

Nei giorni scorsi, Salvini ha spiegato che il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil verrà sfiorato “dolcemente”, mentre l’altro vice premier e leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha detto che il governo metterà sempre gli italiani al primo posto rispetto alle agenzie di rating, aggiungendo nel 2019 dovrebbe partire il reddito di cittadinanza.

Non solo: il governo punta a far scattare dal prossimo gennaio anche la flat tax e la riforma della Legge Fornero sulle pensioni. Le misure, sulle carta molto costose per le casse statali, sono secondo il leader del M5S le basi su cui si fonderà la manovra finanziaria autunnale.

Come ha spiegato il Ministro dello Sviluppo Economico “l’obiettivo rimane quello di portare a casa quelle tre riforme per riuscire nel 2019 a metterle in funzione”. Intervenuto a Presa diretta su Rai3, Di Maio ha messo in luce inoltre che le “priorità sono i cinque milioni di poveri che si vogliono aiutare con il reddito di cittadinanza”.

Le parole di Tria per ora sono riuscite a rassicurare i mercati con la Borsa di Milano che è la migliore d’Europa con un rialzo di circa un punto percentuale, merito soprattutto della prova positiva dei bancari, e con lo spread tra Btp e Bund che prosegue intanto in calo e questa mattina si attesta a 276 punti con  il rendimento del decennale al 3,105%.

Sul mercato è diffuso il timore che le promesse elettorali di Lega e M5s possano portare l’Italia a invertire il percorso di riduzione del debito pubblico, visto sopra al 130% del Pil quest’anno. L’agenzia di rating Fitch ha rivisto venerdì scorso a mercati chiusi l’outlook sul credito italiano a ‘negativo’ da ‘stabile’.

Assumendo le stime fornite dalla maggioranza, occorrono più di 70 miliardi per introdurre il reddito di cittadinanza (17 miliardi), la dual tax e rivedere la legge Fornero sui requisiti di accesso alla pensione.

Questa mattina intanto è in calendario una riunione della Lega sulla legge di Bilancio, annunciata dal ministro dell’Interno e leader leghista Matteo Salvini.