Tria: “Non abbiamo bisogno dei mini-Bot”. Si a flat tax

19 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

No ai mini Bot sì alla flat tax ma graduale e con le coperture garantite dai tagli alla spesa. Così il ministro dell’economia Giovanni Tria nel corso di un’intervista al Financial Times. Il titolare del dicastero di via XX Settembre al quotidiano della City espone la sua idea sulla flat tax, la tassa piatta fortemente voluta dalla Lega.

Tria conferma di aver appoggiato l’idea della flat tax “per ridurre la pressione fiscale sulla classe media e sui redditi medi” ma precisa che la nuova imposta dovrà essere introdotta gradualmente “compatibilmente con i nostri obiettivi di finanza pubblica” e dovrà essere compensata da tagli di spesa, altrimenti l’anno prossimo scatterà come misura di salvaguardia un aumento dell’Iva.

Il ministro ha poi confermato il suo secco no alla proposta dei mini Bot lanciata dalla Lega e ad una probabile Italexit.

Quello che posso dire è che nessuno nel governo pensa che dobbiamo uscire dall’Eurozona. Questo è sicuro. (…) Come economista non sono d’accordo con questa idea (ndr: sulluscita del’Italia dall’euro) Sono un ministro e tutto quello che posso dire è che non abbiamo bisogno di questo strumento (…) Possiamo pagare tutto questo debito commerciale normalmente usando la nostra moneta, l’euro. Quindi non abbiamo bisogno di altri strumenti valutari”.

A chi gli chiede se la situazione potrebbe cambiare nei prossimi cinque anni, Tria replica:

“Non so cosa accadrà in futuro e non vedo perché dovremmo andare nella direzione opposta“.

Infine il ricorso al reddito di cittadinanza e a quota 100 – sottolinea il ministro – sarà inferiore alle aspettative e potrebbe portare a risparmi di spesa tra i 3 e 4 miliardi l’anno prossimo.