Tria esclude patrimoniale e manovra bis

15 Aprile 2019, di Daniele Chicca

La patrimoniale non è nei piani del governo perché colpirebbe al cuore i risparmi degli italiani e avrebbe un impatto distruttivo sulla crescita e i consumi. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria, aggiungendo che anche una manovra correttiva sarà evitata. I calcoli degli osservatori parlano di 47 miliardi di euro mancanti per poter raggiungere gli obiettivi della legge di bilancio.

Solo parlare di una patrimoniale, ha detto il ministro in “½ ora in più” trasmissione andata in onda su Rai Tre, “crea una tale incertezza che crea un danno forte all’economia. E coloro che ne parlano anche in buona fede dovrebbero stare molto attenti, si crea allarme”,

 “Come abbiamo sempre detto non ci saranno manovre correttive, quanto deciso in legge di bilancio verrà attuato senza che questo comporti la violazione degli impegni presi con la Commissione europea, il deficit strutturale rimane quello che avevamo stabilito”, rassicura Tria in collegamento da New York.

Flat tax va bene con progressività aliquote

Su un altro capitolo caldo e costoso della manovra del governo giallo verde, la flat tax, il professore sposa la linea del MoVimento 5 Stelle, spiegando che così com’è stata studiata ‘va bene’, ma si deve mantenere la progressività delle aliquote.

“A me concettualmente va bene ma si deve mantenere una progressività delle aliquote. Questo può essere fatto ed è un tipo di riforma che mi sento di sostenere a pieno”. I margini per intervenire sullo stop all’aumento dell’Iva e sull’introduzione graduale della Flat Tax ci sono se l’economia sarà in ripresa nella seconda metà dell’anno, ma la scelta su cosa fare è tutta politica, precisa il Ministro.

“La maggioranza di governo è contraria a un aumento dell’IVA“, dice Tria. “Con le misure che stiamo prendendo in questi giorni per il sostegno all’economia ci sarà speriamo un impatto positivo, seppur limitato sul tasso di crescita di quest’anno, anche se sarà molto basso dello 0,2%, ma questo implica una crescita sostenuta già dal secondo semestre dell’anno”, ha aggiunto Tria.

“Per l’anno prossimo – ha aggiunto – prevediamo una ripresa dell’economia, una crescita non fortissima dello 0,8%, il Fondo monetario stima dello 0,9%”. “Siamo nel mezzo di un rallentamento importante” dell’economia “in Italia ma soprattutto in Europa, e ci sono segnali che vengono da varie aree del mondo. Il messaggio che è uscito è di ottimismo, e cioè non siamo in recessione, c’è un rallentamento importante ma si spera che già nella seconda metà dell’anno si rafforzino i segnali di ripresa”, ha detto il ministro dell’Economia, spiegando gli argomenti al centro della recente riunione del Fondo monetario internazionale.

“I rischi sono tutti in direzione di un rafforzamento del rallentamento, rischi negativi si è discusso di politiche da concordare a livello internazionale per reagire a uno scenario se più negativo di quello che stiamo prefigurando. Il clima è cambiato perché si è parlato di come le politiche devono coordinarsi è per reagire agli scenari negativi della crescita”.