FMI pagina 22
Capo economista: metafora dei soldi dispensati direttamente ai cittadini nasconde il vero problema: la politica monetaria è lasciata sola.
L’economista Maurice Obstfeld avverte anche sul pericolo di guerre valutarie per cercare di sostenere la crescita.
Apre al sostegno agli istituti nell’ambito della normativa attuale. Mentre arriva l’avvertimento del numero uno dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.
Secondo il Fondo l’Italia deve continuare sulla strada delle riforme
L’Italia si conferma osservata speciale del Fondo Monetario Internazionale.
Non solo Brexit. Questione crediti deteriorati sempre in primo piano. E l’inflazione rimane latitante nell’area euro.
L’effetto Brexit si farà sentire sulla crescita del Pil dell’Eurozona. E’ quanto rende noto l’FMI, tagliando le stime sul rialzo del Pil dell’area dal +1,6% precedente al +1,4%. L’Fmi giustifica la sua decisione affermando che il taglio dell’outlook “è avvenuto principalmente per l’impatto negativo del risultato del referendum del Regno Unito”.
Il numero uno del Fmi mette in guardia sul rischio di una nuova pausa nella marcia della globalizzazione, un momento simile alle distruzioni causate dall’inizio della prima Guerra Mondiale.
La Brexit finirà probabilmente per smorzare la crescita del Regno Unito e dell’Unione Europea sul breve termine. Il monito viene dal Fondo Monetario Internazionale che ha posto l’accento sul fatto che ”prolungati periodi di incertezza e il calo della fiducia di consumatori e aziende che questa comporta si traducono in crescita più bassa”.Il Fondo prevede che
Appello del Fmi alla Fed. L’istituzione di Washington torna ad auspicare che la politica monetaria di rialzo dei tassi Usa proceda a un ritmo graduale- E’ quanto risulta dal rapporto sulla missione di monitoraggio Articolo IV negli Stati Uniti. L’Fmi è meno ottimista sul Pil Usa del 2016 di quanto lo fosse lo scorso aprile.I