Eurozona pagina 44
La Banca Mondiale ha comunicato di aver rivisto al rialzo le stime di crescita per l’area euro e gli Stati Uniti. In base alle previsioni, Eurolandia crescerà nel 2018 del 2,1%, ovvero 0,6 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di giugno, poi rallentare nel 2019 e nel 2020 quando il Pil avanzerà al +1,7
Salgono sopra le attese sia su base annua che mensile i prezzi alla produzione nell’eurozona.
In crescita la massa monetaria M3 dell’eurozona secondo quanto reso noto dalla Bce.
Le riforme del mercato del lavoro di Macron e un possibile governo pro europeo in Germania sono i fattori più positivi, secondo l’opinione di 34 economisti
Le vendite al dettaglio a novembre in Eurozona segnano una battuta d’arresto, ma sono l’unico dato parziale negativo, che cosa significherà per il 2018?
Il presidente della Bundesbank, considerato tra i candidati in pole position per prendere il posto di Draghi alla Bce, si è detto contrario a riforme come il Fondo monetario europeo, che deresponsabilizzano i governi.
Il surplus delle partite correnti dell’eurozona è in calo ad ottobre a 30,8 miliardi di euro, sotto il consensus previsto a 33,4 miliardi.
In calo il saldo della bilancia commerciale dell’area euro secondo quanto rende noto l’Eurostat.
Secondo Standard & Poor’s la crescita del Pil reale dell’area euro toccherà il 2% l’anno prossimo. Le stime sono più pessimiste di quelle annunciate oggi dalla Bce, la quale prevede un’espansione del 2,4%, superiore alle previsioni di settembre che erano per una variazione del Pil del 2,2% per il 2018.
Mentre Di Maio sostiene che il referendum sull’euro è una possibilità, l’economista Sapelli critica aspramente la riforma presentata da Juncker: “l’inizio di una crisi”.