Dow Jones pagina 12
Raffiche di vendite sul greggio, che cede oltre il 4% poco sopra poco sopra $60. Analista: “occhio al Dow Jones”, migliore indicatore del sentiment economico globale.
Il mercato guarda al calo del petrolio sui minimi di cinque anni, alla produzione industriale tedesca cresciuta a ottobre meno delle stime, alla revisione al ribasso del Pil giapponese nel terzo trimestre.
Un gruppo di trader della Borsa Usa scommette su un nuovo anno in crescita a due cifre.
Domani la Borsa sarà chiusa. L’indice della paura VIX crolla a minimo in due mesi (grafico). Dati macro in chiaroscuro. Petrolio ritocca i minimi da quattro anni, in attesa del meeting Opec di domani.
Dow a 20.000 entro il 2015, per Jeremy Siegel. È solo una delle previsioni degli analisti di mercato nelle ultime ore. C’è chi vede S&P 500 a 4.000 punti.
Boom dollaro, salito fino a 113,62 yen, al massimo dal dicembre del 2007. Euro buca anche quota $1,25 (grafico).
Grafico Dow Jones. Indice disegna una white closing marubozu che prosegue il rally.
Gli investitori riscoprono il rischio grazie a utili societari sopra le attese. Vendite sui T-bond. Meglio del previsto settore immobiliare. Vola Apple.
Bullard (Fed St.Louis): “La Federal Reserve dovrebbe posticipare fine QE”. Sussidi ai minimi dal 2000. Petrolio risale sopra 82 dollari. Prendono fiato T-bond.
Nuovi massimi storici per l’indice blue chip e S&P 500. Dollaro in rialzo.