Borse Usa pagina 2
L’analisi di Goldman Sachs fotografa un equilibrio ancora favorevole per Wall Street: crescita resiliente, inflazione in calo e Fed più accomodante, ma con un contesto di fine ciclo che richiede scelte d’investimento più mirate.
Con Twenty One Capital, sostenuta da Tether e Bitfinex, i due imprenditori Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino sbarcano sul New York Stock Exchange.
L’elezione di Mamdani segna una svolta politica e, soprattutto, economica nel cuore della finanza globale. Nei prossimi quattro anni di mandato, il neo sindaco trentaquattrenne, trasformerà New York ìin un vero e proprio laboratorio economico, maggiore redistribuzione ed interventi mirati a ridurre le disuguaglianze. Tuttavia, questo esperimento rischia di scontrarsi con la realtà di un sistema finanziario estremamente sensibile e con gli interessi di una città che vive di capitale globale.
Nel terzo trimestre l’asset management ribilancia con decisione: aumenti di posizione superiori all’800% in nove titoli e dismissioni complete in dieci partecipazioni. Sullo sfondo, la prudenza del fondatore: “L’AI è in bolla”.
Gli indici americani chiudono in forte ribasso mentre la fuga dai titoli tech – dal comparto AI ai semiconduttori – accelera. Nasdaq ha accusato un brusco -2,29%.
La fine dello shutdown negli Usa ha innescato gli acquisti sulle principali borse europee e americane, riportandole in alto verso nuovi massimi storici e scacciando i timori di una correzione importante sulle valutazioni; l’oro, invece, dopo alcune giornate difficili è ripartito con decisione riconfermando così il metallo giallo come bene rifugio per eccellenza anche nell’era moderna. Oggi alle 16.30 una nuova puntata del format video “What’s Next?”.
Come previsto, la Federal Reserve mercoledì sera ha tagliato i tassi di interesse Usa di solo lo 0,25% portandoli al 3,75%-4%. Tuttavia, ciò che preoccupa maggiormente gli investitori è quello che la la banca centrale Usa farà d’ora in avanti. La domanda principale è: su quale lato del doppio mandato della Fed si concentrerà il
Cupertino sfiora i 4.000 miliardi di capitalizzazione mentre l’intero comparto tech Usa si muove su nuovi massimi storici
Una crescita occupazionale più debole e le revisioni al ribasso dei dati sull’occupazione hanno già contribuito alla decisione della Fed di riprendere il ciclo di tagli dei tassi nella riunione del FOMC di settembre. Le indagini su consumatori e imprese segnalano un ulteriore indebolimento, mentre i problemi legati alle statistiche sul lavoro complicano la valutazione.
L’indicatore di Warren Buffett raggiunge il 218%, segnalando una possibile sopravvalutazione storica delle azioni statunitensi. Vediamo cosa significa per gli investitori e perché i giganti tecnologici guidano questa impennata.