Economia

Il modello Mamdani alla prova dei mercati: cosa rischia davvero New York

L’elezione del giovane socialista democratico Zohran Mamdani segna una svolta politica e, soprattutto, economica nel cuore della finanza globale. Nei prossimi quattro anni del suo mandato, il neo sindaco trentaquattrenne, trasformerà New York City in un vero e proprio laboratorio economico con un maggiore intervento del governo locale nell’economia: più spesa pubblica, maggiore redistribuzione ed interventi mirati a ridurre le disuguaglianze. Tuttavia, questo esperimento rischia di scontrarsi con la realtà di un sistema finanziario estremamente sensibile e con gli interessi di una città che vive di capitale globale. La vera incognita è una: Mamdani come potrà finanziare le sue promesse senza provocare un esodo di capitale dalla città simbolo della finanza mondiale?

Tra gli obiettivi principali dichiarati del nuovo sindaco figurano l’aumento della spesa pubblica per infrastrutture e abitazioni, con l’obiettivo di costruire 200 mila nuove abitazioni in dieci anni e l’aumento del salario minimo a 30 dollari all’ora entro il 2030. Per sostenere queste manovre, Mamdani ha proposto di innalzare l’aliquota societaria dal 7,25% al 11,5% e introdurre una sovrattassa del 2% sui redditi superiori al milione di dollari: interventi che secondo le stime del suo staff genererebbero oltre cinque miliardi di nuove entrate. Il rischio, però, è evidente: un aumento delle imposte potrebbe incentivare la delocalizzazione del capitale verso stati a tassazione più leggera, un fenomeno già osservato negli ultimi anni. Diverse grandi società ed individui ad alto reddito si sono spostati dai cosiddetti stati blu, governati dai Democratici, verso stati rossi a guida Repubblicana con regimi fiscali più favorevoli. Basti pensare ai recenti investimenti di Citadel, che ha spostato miliardi e personale a Miami, o al trasferimento di SpaceX in Texas voluto da Elon Musk.

L’aumento del salario minimo a 30 dollari entro il 2030, altra promessa di Mamdani, potrebbe incentivare la partecipazione nel mercato del lavoro e aumentare la produttività. Ma comporta anche il rischio di alimentare la pressione inflazionistica a livello locale e di mettere in difficoltà le imprese a bassa marginalità, che potrebbero trasferire i costi sui consumatori o ridurre l’occupazione. Inoltre, alcune proposte di Mamdani, come i bus gratuiti, stanno già incontrando resistenze politiche. La governatrice Democratica dello stato di New York, Kathy Hochul, ha espresso preoccupazione e forti dubbi sulla fattibilità di questa proposta, segnalando le prime fratture interne nel partito.

Per il piano edilizio l’obiettivo del sindaco è di costruire 200 mila alloggi popolari entro dieci anni e congelare gli affitti per oltre un milione di unità abitative. Questo potrebbe portare dei vantaggi per le famiglie e ridurre le loro spese ma contemporaneamente è fondamentale sottolineare che spesso queste misure possono avere degli effetti negativi. Basta guardare San Francisco dove politiche simili furono introdotte alla fine degli anni settanta, e il risultato fu una riduzione dell’offerta abitativa del 15% e un aumento dei prezzi del 5 % secondo uno studio pubblicato nel 2017 dal National Bureau of Economic Research. Il pericolo è che gli investitori si ritirino, lasciando case vuote e riducendo la qualità del patrimonio edilizio. Un classico esempio di una politica che nel breve tempo può essere efficace ma che poi si rivelerà controproducente nel lungo termine.

Un ultimo aspetto da osservare sarà la gestione dei bond municipali. Con i tassi d’interesse ancora elevati, l’espansione del bilancio comunale potrebbe aumentare il costo del debito e compromettere i rating dei titoli della Grande Mela. Se le entrate fiscali non dovessero crescere in modo previsto, la sostenibilità dei conti pubblici diventerà un tema chiave e nel frattempo gli investitori osserveranno con attenzione l’andamento degli spread, sensibili al rischio politico della nuova amministrazione.

New York oggi si trova in un bivio: potrebbe diventare un modello di giustizia sociale moderna o rischiare di compromettere fortemente la propria competitività globale. Il modello “Mamdani” sta già facendo discutere in America sul ruolo del governo nell’economia e sul movimento progressista in crescita. La strada del sindaco socialista nel cuore pulsante della finanza globale, sarà tutt’altro che semplice. Molte delle sue politiche potrebbero restare incompiute o produrre risultati inferiori alle aspettative come già visto in casi simili. L’unica certezza è che questo esperimento verrà osservato con molta attenzione in tutto il mondo.