Mercati

Bridgewater di Ray Dalio accelera sulla rotazione, chi entra e chi esce dal portafoglio

Bridgewater Associates, la società americana di gestione degli investimenti fondata da Ray Dalio nel 1975, ha impresso una svolta significativa alla composizione del portafoglio nel terzo trimestre. Le comunicazioni alla SEC relative al filing 13F-HR testimoniano una rotazione aggressiva: crescite a tre e quattro cifre percentuali su una serie articolata di titoli e, allo stesso tempo, l’uscita totale da alcuni nomi simbolo del corporate USA.

La mossa arriva in un contesto di volatilità elevata, con gli investitori chiamati a misurarsi con tassi restrittivi, valutazioni tirate nei settori tech e aspettative di crescita più incerte. Bridgewater — reduce dalla riorganizzazione avviata dopo l’addio operativo di Dalio nel 2022 e il passo indietro definitivo dal ruolo di CEO nel 2017 — sembra voler riaffermare una strategia di gestione attiva e selettiva, affinata dopo il difficile 2022 e sostenuta dal ritorno alla redditività grazie a misure di contenimento costi.

Maxi-acquisti: dai servizi streaming ai biotech

Guardando ai singoli titoli, il trimestre chiuso al 30 settembre mostra decisioni nette. Le posizioni vengono aumentate in settori eterogenei, dalla tecnologia alla logistica, dalle telecomunicazioni alle bevande energetiche.

Emblematica la scommessa su Netflix, cresciuta del 896,6% con l’acquisto di 23.490 azioni per un controvalore di 29,8 milioni di dollari. Analoga dinamica per Verizon (+860%), mentre l’e-commerce latinoamericano MercadoLibre vede un incremento del 1.237%.

I rialzi più marcati si registrano però su società meno presidiate dal grande pubblico: Exelixis (+3.940%), Westinghouse Air Brake Technologies (+4.239%) e soprattutto Trane Technologies, la cui partecipazione cresce di oltre il 5.300%. Nel complesso emerge un pattern comune: Bridgewater individua in segmenti come telecom, biotech, servizi industriali e consumer staples aree di crescita più lineare e meno esposte alle oscillazioni macro.

Via da Lyft, Spotify, JPMorgan e United Airlines

Lo stesso trimestre vede la chiusura di dieci posizioni, alcune delle quali di peso simbolico. È il caso di Lyft, Spotify e JPMorgan, oltre a United Airlines, Pfizer e Synopsys. Completano la lista Lennar, CoStar Group, Chart Industries e BHP Group. Parallelamente, il fondo riduce l’esposizione alle big cap tech del gruppo “Magnificent 7”, alleggerendo su Nvidia, Amazon e Alphabet.

Il messaggio implicito è chiaro: Bridgewater adotta un approccio più prudente sui titoli a forte componente ciclica o che hanno già corso molto, preferendo allocazioni che offrano un miglior rapporto rischio/rendimento in uno scenario economico meno definito.

Dalio: “L’AI è in bolla”

A fare da cornice a queste mosse tornano le considerazioni del fondatore, che mantiene un ruolo di mentore dentro la società. Dalio avverte che “c’è molta roba da bolla” nel mercato dell’intelligenza artificiale, specificando come i prezzi delle aziende leader potrebbero non riflettere più in modo realistico la traiettoria dei tassi e la futura politica monetaria. A suo giudizio, il mercato al di fuori dell’AI ha registrato performance più deboli, segnale che l’ampiezza del ciclo rialzista resta fragile.

Queste valutazioni potrebbero aver contribuito alla scelta di ridurre l’esposizione ai titoli tech più caldi e a orientare il ribilanciamento verso storie industriali, sanitarie e consumer con profili di volatilità più contenuti.