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Nel 2026 Wall Street si avvia verso un altro anno di rendimenti interessanti per l’azionario, pur in una fase avanzata del ciclo economico.
È quanto emerge dall’Outlook 2026 di Goldman Sachs, secondo cui l’indice S&P 500 potrebbe registrare un ritorno totale del 12% nel corso dell’anno, con l’indice atteso a quota 7.600 punti a fine 2026. A sostenere lo scenario, si legge nel report della banca d’affari statunitense, concorrono una crescita economica ancora solida, l’aumento degli utili societari e i primi benefici diffusi legati all’adozione dell’intelligenza artificiale.
Crescita e Fed: l’equilibrio che sostiene il rischio
Il filo conduttore dello scenario delineato da Goldman Sachs è una combinazione ancora favorevole di crescita economica globale robusta, ulteriore raffreddamento dell’inflazione e politiche monetarie di sostegno da parte delle principali . Tuttavia, rispetto agli anni precedenti, le spinte cambiano natura: il contributo delle banche centrali è destinato ad attenuarsi, lasciando progressivamente spazio a politiche fiscali più attive e a un allentamento del quadro regolatorio.
Secondo la banca d’affari Usa, la crescita — soprattutto nella prima metà del 2026 — resterà il principale driver dell’appetito per il rischio. Un’accelerazione dell’attività economica potrebbe esercitare una certa pressione al rialzo sui rendimenti obbligazionari, ma non è previsto un freno strutturale per i mercati. L’inflazione globale è infatti giudicata “benigna” e i mercati del lavoro ancora deboli, un mix che, si legge nel report, potrebbe aprire la strada a ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.
Azioni ancora protagoniste, ma con rendimenti più selettivi
Storicamente, ricorda Goldman Sachs, le azioni tendono a beneficiare di una combinazione di crescita in miglioramento, politiche accomodanti e inflazione in discesa. Anche nel 2026, restare sottopesati sull’azionario in una fase avanzata del ciclo potrebbe rivelarsi costoso: i mercati, osserva la banca, tendono a performare bene fino al picco del bull market.
Detto questo, le valutazioni restano elevate e i premi per il rischio compressi, una configurazione tipica di fine ciclo che riduce i rendimenti corretti per il rischio. In questo contesto, Goldman Sachs sottolinea come la performance azionaria sia destinata ad ampliarsi oltre il tema dell’AI legato agli investimenti in capitale. La crescita degli utili dell’S&P 500 è attesa al +12% nel 2026 e al +10% nel 2027, fornendo così la base fondamentale per la prosecuzione del mercato rialzista.
Il multiplo forward stimato a fine 2026 è pari a 22 volte gli utili attesi, in linea con i livelli attuali: uno scenario che presuppone crescita solida e una Fed ancora accomodante, condizioni che in passato hanno sostenuto valutazioni elevate.
AI: dalla spesa all’adozione
Un punto di svolta chiave riguarda l’intelligenza artificiale. Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che la spesa in AI supererà le stime di consenso, pur mostrando un rallentamento del tasso di crescita. Parallelamente, aumenterà l’adozione di questa tecnologia da parte delle imprese, spostando il focus dagli investimenti infrastrutturali ai benefici in termini di produttività ed efficienza.
Questo passaggio, si legge nel report, potrebbe innescare rotazioni significative all’interno del settore tecnologico. La concentrazione del mercato resta infatti elevata: i dieci maggiori titoli dell’S&P 500 rappresentano il 41% della capitalizzazione e hanno contribuito per il 53% al rendimento dell’indice nel 2025. Nel 2026, avverte Goldman Sachs, le rotazioni tra i grandi nomi della tecnologia potrebbero generare rischi a doppio senso per l’indice nel suo complesso.
Credito e bond: meno appeal nel late cycle
Nel confronto tra asset class, Goldman Sachs dichiara una preferenza per l’azionario rispetto al credito. Gli spread creditizi sono già molto compressi e il contributo dei tassi ai rendimenti totali appare limitato. In caso di rallentamento o recessione, osserva la banca, il credito tende a offrire una convexity peggiore rispetto alle azioni e a sottoperformare nelle fasi finali del ciclo.
I bond, soprattutto nella prima metà dell’anno, potrebbero rappresentare un freno per i portafogli multi-asset e difficilmente fungeranno da efficace cuscinetto nelle fasi di drawdown azionario. Da qui, secondo Goldman Sachs, la crescente attenzione verso strumenti alternativi di diversificazione e copertura.
I rischi sullo sfondo
Lo scenario resta costruttivo ma non privo di insidie. L’incertezza politica rimane elevata, avverte l’outlook della banca d’affari Usa: dal conflitto Russia-Ucraina alle elezioni di midterm negli Stati Uniti, dai cambiamenti imminenti alla guida della Fed alle politiche commerciali e ai dazi, fino alla competizione con la Cina.
Inoltre, nella seconda metà del 2026, il quadro macro potrebbe diventare meno favorevole. Secondo gli esperti, un aumento del rischio di recessione negli Stati Uniti potrebbe tradursi in una maggiore probabilità di correzioni azionarie.
Le grandi rotazioni del 2026
In questo contesto, Goldman Sachs individua cinque temi chiave per il 2026: l’accelerazione ciclica dell’economia statunitense, il ritorno della leva finanziaria corporate, l’espansione dell’AI verso l’adozione diffusa — inclusa l’integrazione con il mondo fisico tramite robotica e automazione — la ripresa di IPO e M&A con benefici per il private equity, e una rinnovata ricerca di valore, favorita da ampi differenziali di valutazione.