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Preferiscono chiudere in in perdita pur di non essere costretti a conversione in azioni. Paura bail-in e probabile vittoria No al referendum creano tensione.
Titoli Usa custoditi dalla Fed calano ancora: minimi dal 2012. Con mossa della disperazione Kuroda ammette di aver perso il controllo dell’obbligazionario.
Dopo il balzo dell’11,4% realizzato ieri i titoli Mps hanno preso con prepotenza la strada dei ribassi questa mattina. È colpa delle preoccupazioni circa la conversione in azione dei bond subordinati per 4,3 miliardi di euro. Secondo gli analisti, l’operazione volta ad attutire il peso dell’aumento di capitale previsto per la travagliata banca, sarebbe “a
Lo ha detto in un’intervista alla Cnbc.
Dopo la seduta molto positiva di ieri per Mps, con un balzo dei titoli dell’11% circa, il mercato si concentrerà oggi sul Cda della travagliata banca, riunito a Milano per definire i termini e i dettagli dell’offerta di conversione dei bond subordinati, quelli più rischiosi. L’operazione di conversione, che avverrà su base volontaria, è funzionale
Il rischio di una crescita dell’inflazione rischia di spostare gli investimenti da reddito fisso alle azioni. E i primi effetti si sono già visti.
Vittoria di Trump ha alimentato i timori di una “reflazione” negli Stati Uniti e in Asia. La fase trentennale di mercato rialzista dei Bond volge al termine.
Sui bond il massacro che a livello globale ha mandato in fumo unaa capitalizzazione superiore a $1 trilione prosegue. Tremano i Bund tedeschi, con i rendimenti dei titoli a 30 anni che superano durante la sessione anche la soglia dell’1%, prima di ridurre i guadagni.E’ la prima volta dallo scorso maggio che i tassi trentennali
I bond continuano a essere tartassati dalle vendite sui mercati secondari, in particolare quelli italiani e americani. Sulle scadenze più lunghe delle obbligazioni governative italiane c’è grande confusione. Il rendimento del Btp a 30 anni ha fatto un balzo che lo ha portato sopra il 3%, sui massimi da settembre 2015. Crescono i timori sul
Continua l’impenna dei rendimenti: il decennale oggi segna un rialzo al 2,104% dal 2,070% di ieri.