UniCredit pagina 3

Unicredit a caccia di consulenti finanziari a provvigione

UniCredit è pronta a cambiare gli equilibri della consulenza finanziaria in Italia. Il gruppo guidato da Andrea Orcel sta infatti mettendo a punto una strategia che punta a creare una rete parallela di consulenti finanziari a provvigione, destinata ad affiancare la già consolidata struttura dei private banker dipendenti. Un progetto ambizioso che segna il ritorno della banca in un settore che negli ultimi anni aveva progressivamente lasciato ad altri player, e che oggi si prepara a rientrare con un modello ibrido, capace di attrarre talenti e masse. Il nuovo corso sotto la guida di Orcel L’attuale amministratore delegato, Andrea Orcel, ha impresso una chiara accelerazione alla divisione Wealth Management & Private Banking, considerata una delle aree strategiche per la crescita futura del gruppo. Dopo la fase di ristrutturazione degli anni scorsi, UniCredit sta ora tornando a investire su reti commerciali e consulenti con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel segmento dei grandi patrimoni. La mossa più significativa è stata proprio la decisione di costruire una rete di consulenti a provvigione, scelta che riflette un cambio di paradigma: non più soltanto private banker dipendenti, ma anche professionisti indipendenti, liberi di operare con un modello contrattuale simile a quello offerto dalle grandi reti di distribuzione del risparmio gestito. Reclutamento di peso e primi nomi in squadra Il progetto non è rimasto sulla carta. Negli ultimi mesi, UniCredit ha già iniziato un’intensa attività di reclutamento. Dopo gli ingressi di Roberto Sestilli e Salvatore Paparazzo, ad agosto è arrivato Mauro Michele Cerone, figura di spicco proveniente da Intesa Sanpaolo Private Banking, dove fino a luglio aveva ricoperto il ruolo di responsabile dei consulenti a provvigione. Cerone ha assunto in UniCredit l’incarico di responsabile executive advisor private Italy e sarà una pedina fondamentale per la costruzione della nuova rete. La scelta di puntare su manager con esperienza diretta nella gestione di consulenti a provvigione è un segnale chiaro: la banca intende muoversi con determinazione per attrarre professionisti in grado di portare con sé portafogli significativi e consolidare rapidamente la nuova struttura. Un modello per attrarre i migliori talenti Il cuore della strategia è semplice: molti consulenti che hanno scelto la libera professione difficilmente accetterebbero di tornare a lavorare come dipendenti. Per questo UniCredit ha deciso di offrire un modello contrattuale competitivo con quello delle principali reti italiane, da Mediolanum a Fideuram, da Banca Generali ad Allianz Bank, fino a Fineco, che per quasi un decennio è stata parte del gruppo. La nuova rete a provvigione affiancherà la già consolidata struttura tradizionale, composta oggi da circa 810 private banker dipendenti distribuiti in 150 filiali. Attualmente i consulenti con contratto d’agenzia sono una trentina, ma secondo fonti di mercato il numero è destinato a crescere in modo significativo nei prossimi mesi. Una divisione già forte, pronta a crescere ancora La divisione Wealth Management & Private Banking, guidata da Renato Miraglia, rappresenta già oggi la seconda realtà italiana per dimensioni, subito dietro Intesa Sanpaolo Private Banking. Con oltre 160 miliardi di euro di masse gestite e circa 140 mila clienti, UniCredit parte dunque da una posizione solida, ma l’obiettivo è scalare ulteriormente il mercato, riducendo la distanza con i leader di settore. Il ritorno a un terreno lasciato in passato Il progetto segna anche un ritorno simbolico per UniCredit. Nel 2017, sotto la guida di Jean Pierre Mustier, la banca aveva infatti ceduto Fineco, per anni la sua rete di consulenti finanziari, e dismesso Pioneer. Una scelta che l’aveva di fatto allontanata dal mondo della consulenza a provvigione, lasciando spazio ai concorrenti. Oggi, con Orcel al timone, lo scenario è radicalmente cambiato. L’idea è quella di ricostruire una piattaforma distributiva forte e competitiva, anche grazie alla partnership siglata nel 2024 con Azimut. Per ora l’alleanza riguarda soprattutto la parte di fabbriche prodotto, ma gli osservatori di mercato non escludono ulteriori sviluppi, come l’eventuale interesse di UniCredit per nuove reti già strutturate, ad esempio la TNB, che conta quasi 1.000 consulenti finanziari.

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