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Unicredit: riparte l’Ops su Banco BPM

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Ufficialmente ripartita oggi, lunedì 23 giugno 2025, l’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) di Unicredit sul Banco BPM. Dopo una pausa di 30 giorni imposta dalla Consob, l’operazione torna in Borsa e si prepara a entrare nel vivo. Ma il clima non è dei più distesi: tra mercati nervosi, condizioni europee e soprattutto le tensioni col governo italiano, il finale resta tutto da scrivere.

Unicredit-Banco BPM: operazione piena di ostacoli

Che cosa è successo finora? Facciamo un passo indietro. A maggio, Unicredit ha lanciato un’Ops su Banco BPM, una mossa che punta a creare un grande polo bancario italiano. Ma l’operazione è stata messa in pausa da Consob per 30 giorni, per via di alcune verifiche tecniche e regolamentari.
Successivamente la Commissione Europea ha dato il suo assenso all’operazione con cui Unicredit punta ad acquisire Banco BPM, ma con una serie di condizioni da rispettare. In primis Unicredit dovrà rinunciare a circa 200 filiali, in modo da evitare che la fusione con Banco BPM porti a una posizione troppo dominante in alcune aree del territorio italiano.

Nonostante il via libera europeo, Banco BPM ha espresso più volte la sua contrarietà all’OPS, e anche il governo guidato da Giorgia Meloni ha manifestato riserve, pur senza mai chiarire fino in fondo i motivi ufficiali. Secondo diverse fonti, le condizioni poste da Palazzo Chigi sarebbero ambigue e difficili da rispettare, tanto da rischiare di bloccare di fatto l’operazione.

Lo stesso CEO di Unicredit, Andrea Orcel, in una recente intervista ha lasciato intendere che, in queste condizioni, è improbabile che l’OPS possa andare avanti, e non ha escluso che la banca possa fare marcia indietro.

Titoli giù, mercato cauto

Oggi, con la riapertura dell’OPS, ci si aspettava qualche movimento in positivo in Borsa. Invece, sia Unicredit che Banco BPM aprono la settimana con il segno meno. Al momento Unicredit perde lo 0,57% (scambiata a 55,47 euro), mentre Banco BPM scende dell’1,10%, a 9,72 euro.

Ma il calo non è solo legato alla vicenda OPS: l’intero listino milanese è sotto pressione, complice la tensione internazionale dopo gli attacchi USA in Iran. Gli investitori, insomma, restano cauti.

Insomma, l’OPS è ripartita, ma resta sotto osservazione. Da un lato ci sono le ambizioni di Unicredit, decisa a rafforzarsi sul mercato italiano. Dall’altro, le regole del gioco imposte dalle autorità europee e dal governo italiano. E, in mezzo, gli azionisti di Banco BPM, chiamati a decidere il destino della banca. I prossimi giorni saranno decisivi.

Cosa succede adesso

Ora l’attenzione si concentra sul nodo del Golden Power. Da un lato, si attende il verdetto del TAR, che il prossimo 9 luglio entrerà nel merito del ricorso presentato da Unicredit contro l’intervento del governo. Dall’altro, resta in sospeso la posizione della Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea (DG Comp), che non si è ancora espressa ufficialmente sulla legittimità di questo utilizzo del Golden Power.