Federal Reserve pagina 79
Quello della settimana scorsa potrebbe essere stato l’ultimo rialzo dell’anno, secondo Charles Evans, presidente della Fed di Chicago. Il 14 giugno, la Fed ha aumentato i tassi di interesse Usa fra l’1 e 1,25%, terzo aumento in sei mesi. Evans sostiene che per decidere quando alzare di nuovo i tassi sarebbe meglio che la Fed
Citigroup: siamo alla svolta. Se volatilità dovesse schizzare al rialzo e situazione precipitare, “nessuno può essere più sicuro” che arriveranno i soccorsi.
Yellen scommette sulla stabilità dell’economia e porta i tassi sopra l’1% per la prima volta dal crac Lehman. Visti ultimi dati, potrebbe essere l’ultima stretta dell’anno. Ancora bassa l’inflazione.
Una Federal Reserve dai toni più da “falco” del previsto ha alzato il costo del denaro e annunciato che inizierà a ridurre il bilancio ‘monstre’ da 4500 miliardi “relativamente presto”.
La Banca Centrale Americana alzerà i tassi di 25 punti base. Ma in futuro la exit strategy potrebbe essere meno aggressiva.
Secondo il presidente della Fed di San Francisco, John Williams, “l’economia americana è prossima agli obiettivi del doppio mandato della Fed”. Il banchiere centrale, oggi a Singapore, ha poi aggiunto che “con la realizzazione dei nostri obiettivi di doppio mandato, inflazione e disoccupazione, è più importante che la politica monetaria funzioni verso quello che mi piace
I trader in Asia sono sconvolti dal fenomeno, che ha spinto un osservatore a commentare che “qualcosa si è rotto” sul Forex. All’origine di tutto i verbali della Fed.
Secondo gli esponenti del board “presto” bisognerà imporre nuova stretta monetaria in Usa. Taglio produzione verrà prolungato di almeno 9 mesi.
La Fed ha fatto capire che è sua intenzione premere sull’acceleratore del ciclo dei rialzi dei tassi da giugno, ma che non può farlo finché non è sicura della solidità della prima economia al mondo. Sono le indicazioni principali che arrivano dai verbali dell’ultima riunione monetaria della Fed. La banca centrale vuole ricevere notizie positive
La striscia positiva più lunga degli ultimi tre mesi: è il record che il mercato azionario americano cercherà di realizzare alla fine della giornata. L’apertura in rialzo fa ben sperare ma i progressi sono modesti e dipenderanno da una serie di fattori, tra cui i tanti dati macro e le indicazioni che emergeranno dai verbali