Fed alzerà i tassi, per Goldman Sachs fari puntati sull’inflazione

12 Giugno 2017, di Mariangela Tessa

Fari del mercato accesi sulla riunione della Fed di mercoledì. Secondo il consensus degli analisti, la Banca centrale americana alzerà i tassi di interesse di 25 punti base. Una previsione che sostanzialmente trova tutti gli analisti d’accordo, compreso Jan Hatzius di Goldman Sachs.

La decisione in tal senso appare scontata, nonostante l’economia abbia recentemente mostrato segnali di rallentamento, specialmente sul lato dell’inflazione (sempre mercoledì la Banca centrale fornirà anche le nuove stime).

Secondo le previsioni degli economisti, la Fed rialzerà i tassi di un quarto di punto (0,25%) riportandoli tra l’1 e l’1,25%. Questa stretta monetaria fa parte del percorso annunciato verso una “normalizzazione” della politica monetaria della Fed dopo 7 anni di tassi zero per sostenere la ripresa. Dovrebbe rialzare quindi due volte i tassi quest’anno, una volta nella riunione di giugno e un’altra a settembre o dicembre.

Al di là della previsione sui tassi che appare scontata, più importante sarà il tono che verrà usato durante la conferenza stampa dal governatore Janet Yellen per intercettare due aspetti dai quali emergerà l‘approccio delle Fed nei confronti della sua exit strategy.

In particolare, secondo Jan Hatzius sono due gli aspetti da tenere in considerazione:

  • come la Fed risponderà ai differenti segnali che stanno arrivando dall’economia
  • quale sarà l’approccio in merito alle prossime decisioni in merito ai tassi di interesse

In particolare la banca d’affari americana crede che, a fronte del recente raffreddamento dei prezzi, la Fed adotterà un atteggiamento meno aggressivo per quanto riguarda possibili nuovi rialzi. Mentre sul fronte dell’inflazione le stime saranno abbassate all’1,8% quest’anno e all’1,9% nel 2018.

Sul mercato secondario nella mattinata italiana i rendimenti dei bond statunitensi salgono e i prezzi scendono. Il tasso del decennale di riferimento sale al 2,2092% mentre il rendimento del Treasury trentennale cresce al 2,8610%.