Eurozona pagina 62
Secondo le prime stime di Eurostat il surplus commerciale dell’Eurozona è cresciuto nel novembre 2016 a 25,9 miliardi di euro, dai 22,9 di un anno prima. Il dato comprende sia l’aumento delle esportazioni del 6% a 173,8 miliardi sia quello delle importazioni, in crescita del 5% a 153,3 miliardi. Cresce del 5% anche il commercio
Tornando alla lira e svalutandola, il paese tornerebbe a crescere. “Almeno, prima della crisi, l’Irlanda, la Spagna, il Portogallo, hanno tutti partecipato a un grande party sul credito. L’Italia ha solo vissuto crisi”.
Tra incertezza politica, debito greco e crisi bancaria in Italia, nel Vecchio Continente sembra ci sia poco o nulla da festeggiare. A guardare bene, pero’, una storia di successo esiste.
Citate le elezioni in Francia, Germania e forse anche in Italia. Occhio alla riscossa di alcuni paesi minori.
A renderlo noto l’Ifo, l’istituto tedesco di studi e previsione economica, l’Insee, quello francese e l’Istat nell’Eurozone economic outlook.
Il sentiment degli investitori dell’area euro è migliorato a gennaio toccando i massimi da agosto 2015. I trader prevedono che l’elezione del repubblicano Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti offrirà un sostegno alla ripresa economica dell’Eurozona. L’indice elaborato dalla società di ricerca Sentix ha fatto anche meglio delle previsioni, salendo a 18,2 punti dai 10,0
Quindici anni con polemiche. La moneta unica verso la fine dei suoi giorni? C’e’ chi dice che non arriverà alla maggiore eta’.
Dal 2010 al 2014 si registra una diminuzione della ricchezza delle famiglie europee del 10%, a causa soprattutto della svalutazione degli immobili legata alla crisi.
Se si tenessero oggi le elezioni il partito di estrema destra olandese la spunterebbe. Il movimento euro scettico, anti Islam e anti immigrazione guidato da Geert Wilders è dato in vantaggio negli ultimi sondaggi. Per governare il paese e diventare primo ministro Wilders avrà in ogni modo di coalizzarsi con altre formazioni politiche.La coalizione attuale
Ci sono cinque strade per garantire la sopravvivenza dell’euro a lungo termine, ma nessuna di queste sembra realisticamente percorribile.