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Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Christine Lagarde, numero uno della BCE, avverte: le tensioni finanziarie diventeranno più frequenti alla luce del quadro geopolitico. La risposta passa dal rafforzamento internazionale dell’euro e da nuove linee di liquidità globali.
La Banca Centrale Europea ha deciso giovedì di mantenere invariati i tassi di interesse per la quinta riunione consecutiva, confermando il tasso principale al 2%, in linea con gli obiettivi dell’istituto.
Francoforte verso la quinta riunione consecutiva senza mosse. Inflazione sotto controllo, crescita che dà segnali di tenuta e mercati allineati allo status quo. Ma l’apprezzamento della moneta unica introduce nuovi elementi di cautela per il medio termine.
Secondo un’analisi del Financial Times, il compenso complessivo di Christine Lagarde nel 2024 avrebbe superato del 50% quello indicato dalla BCE nel rapporto annuale. Tra stipendio base, benefit e incarichi esterni, il totale stimato sfiora i 726mila euro, quasi quattro volte quello del presidente della FED
Tra politica, tassi e incognita AI, il 2026 si annuncia un anno chiave per la Fed.
Tra inflazione vicina al target, crescita debole ma stabile e rischi globali ancora presenti, il 2026 si profila come un anno di prudenza per la BCE, più orientata ad aspettare che a intervenire sui tassi.
Tutte le date chiave del 2026 per le decisioni sui tassi della BCE e l’impatto sulle famiglie, i mutui e i mercati finanziari dell’Eurozona.
Secondo gli analisti, oggi la BCE confermerà il tasso sui depositi al 2% ma le nuove proiezioni indicano che il ciclo di allentamento è archiviato e che nel 2026 non è escluso un ritorno a una politica più restrittiva.
Nell’Eurozona, la produzione industriale tedesca è stata più alta del previsto a ottobre (1,8% m/m) e l’indicatore CPI di novembre è stato più alto per la Germania (2,6% a/a) e la Spagna (3,2% a/a), mentre in Francia l’inflazione è rimasta sotto l'1,0% (0,8% a/a).
La BCE conferma un atteggiamento prudente e paziente, con tassi fermi per il momento e la possibilità di rivalutare la strategia nel 2025, mantenendo al centro la stabilità dei prezzi e la resilienza dell’economia europea.