ABI pagina 13
Le sofferenze bancarie a febbraio 2017 sono calate a 77 miliardi di euro rispetto a 77,8 di gennaio
Secondo l’Abi i tassi di interesse sui mutui rimangono a livelli bassi con il tasso medio pari al 2,82%, il minimo storico.
La banca online del gruppo Mps, Widiba, si è aggiudicata il primo posto nel premio Abi per l’Innovazione nei servizi bancari 2017: è il quarto podio che l’istituto si è guadagnato nell’ambito di riconoscimenti per l’innovazione in ambito finanziario . La scelta dell’Associazione Bancaria Italiana ha premiato Widiba grazie al progetto “Il primo mutuo nativo
Le banche sono fortemente impegnate a rafforzare la fiducia e contribuire a consolidare la crescita, confermando innovative capacità di intervento a favore delle famiglie sul versante della sostenibilità delle rate: tra novembre 2009 e dicembre 2016 sono state 147.431 le famiglie che hanno potuto sospendere il pagamento delle rate dei mutui per un debito residuo
Al netto delle svalutazioni, le sofferenze bancarie nette scendono al minimo di giugno 2014 a 77,8 miliardi di euro
Le sofferenze bancarie nette sono in calo dell’1,9% nel 2016 a 86,9 miliardi di euro rispetto agli 88,5 di fine 2015. Rispetto al picco del novembre dello stesso anno, di quasi 89 miliardi, il calo si attesta al 2%. E’ quanto emerge dal rapporto Abi di febbraio, nel quale si precisa inoltre che il rapporto
Sul recupero della redditività del settore bancario italiano si registra l’ottimismo dell’Abi. Il sistema, ha detto il direttore generale Giovanni Sabatini, “è solido e vitale” ed è impegnato a “recuperare redditività”. Intervenuto a margine dell’Assiom Forex a Modena, Sabatini ha poi dichiarato che “alcune delle situazioni più delicate, anche grazie al decreto legge varato a
Per il 2016 e 2017 il Pil varierà rispettivamente di 9 decimi di punti e 2 decimi superiore al 2015. Crescita dell’1,2% invece per il 2018.
Le discesa delle sofferenze dovrebbe accelerare nel 2017 (-7,1%) e nel 2018 (-10,1%).
“Invito a non bloccarsi su questo dibattito, perchè il solo dibattito sulla permanenza nell’euro ci costa credibilità internazionale e spread. Se non avessimo la Bce col suo ombrello protettivo, lo spread non sarebbe a 150 ma a un multiplo”.