Trend sterlina: attenzione, ora cambia tutto

26 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)- Preoccupa la situazione dell’economia inglese, che ieri ha mostrato un segno inequivocabile che ha portato, e continuerà a trattenere in quest’area, le preoccupazioni degli analisti su livelli importanti. E’ stato infatti rilasciato il dato sul GDP relativo al quarto trimestre 2010, il quale ha mostrato un pessimo -0-5%, contro un precedente +0.7% (incremento se vogliamo vedere modesto, ma pur sempre positivo) ed attese del mercato che si aggiravano su una media di +0.5%.

Nessuno dunque si aspettava una pubblicazione del genere, soprattutto dopo i dati rilasciati sull’inflazione e sui prezzi alla produzione industriale saliti durante il mese di dicembre, che avevano portato ad acquisti di pound durante le passate sedute di trading. La reazione del mercato, invece, ha visto vendere sterline contro la maggior parte delle divise contro cui è scambiata e giusto per dare un’idea si è perso circa l’1.5% contro il dollaro americano (il più grande scivolamento intraday dallo scorso 15 dicembre), mentre contro la moneta unica la sterlina ha lasciato sul terreno l’1.1%.

Il fatto che sia stato rilasciato un dato tanto brutto sul prodotto interno lordo del Paese, ha fatto si che le aspettative su possibili rialzi di tassi di interesse (che avevano cominciato a muoversi proprio dopo gli ultimi dati pubblicati sulla situazione inflazionistica del Regno Unito) venissero completamente raffreddate, lasciando gli operatori convinti che per un buon periodo di tempo non assisteremo a nessun ritocco dei tassi di rifinanziamento di riferimento per il settore interbancario.

Questo si è tradotto con dei rendimenti dei Gilts in discesa con conseguente salita dei corsi: il rendimento del decennale è sceso di quattro punti base, arrivando a 3.63%, mentre in due anni ha mostrato il più grosso scivolone dallo scorso agosto 2009, lasciando sul campo 12 punti base, arrivando ad offrire un 1.19%.

A questo punto occorre tirare una veloce linea di ragionamento, che deve cercare di capire quale potrà essere il piatto più pesante della bilancia (tra crescita ed inflazione), nel momento in cui dovremo considerare eventuali rialzi dei tassi da parte di King e del suo board. Ebbene, crediamo che l’attenzione alla crescita possa vincere questa battaglia, soprattutto considerando il fatto che secondo alcuni policymakers della BoE, le ultime rilevazioni sulla pressioni inflattive hanno mostrato un effetto overshooting di breve termine, che dovrebbe riassorbirsi nei prossimi mesi e che quindi non vedrebbe la necessità di intervenire a livello di tassi.

GbpUsd – grafico orario

In una situazione del genere, la sterlina potrebbe soffrire, anche se nel medio periodo crediamo possa comunque performare meglio di quanto il mercato si possa aspettare (ciclicamente infatti il pound reagisce bene anche di fronte a situazioni difficili).

Altro fatto degno di nota ieri, è stata la pubblicazione del dato sulla fiducia dei consumatori americani, che non si è tradotto con movimenti generalizzati di dollari sul mercato (ora concentrato su dati più, come dire, concreti), ma che ci dà una buona indicazione di come sia percepita una possibile accelerazione della ripresa in Usa. La rilevazione ha infatti fornito un +60.6, ben superiore sia alla soglia psicologica di 50, sia rispetto a precedente ed aspettativa (rispettivamente 53.4 e 54.4).

Passiamo ora a dare uno sguardo ai più importanti tassi di cambio dal punto di vista tecnico.

Abbiamo notato come non sia variata la situazione di fondo dell’eurodollaro che, anzi, si è avvicinato sempre di più al livello obiettivo posto ancora in area 1.3750. La salita evidenziata nelle ultime due settimane di scambi continua con un’ottima costanza. Oltre alla trendline inferiore che congiunge i minimi in aumento si potrebbero considerare valide le medie mobili esponenziali a 21 periodi su grafico a 240 minuti ed a 100 sul grafico orario come indicatori di eventuali estensioni ribassiste: ritroveremmo così un’area di supporto per le prossime ore che da 1.36 figura sino a 1.3580.

Il dollaro perde terreno anche nei confronti dello yen, riavvicinandosi pericolosamente al precedente minimo di riferimento in zona 81.90 (come abbiamo visto anche ieri il 61.8% di ritracciamento dell’ultima tendenza di breve evidenziata, compresa fra il minimo di 80.95 ed il massimo di 83.65). Anche se lontano in questo momento, ricordiamo che secondo il nostro metodo di analisi del grafico, il livello di svolta di questa fase laterale/ribassista si trova a 83.45 su grafico giornalliero.

Ha tenuto molto bene la trendline positiva mostrata dal cambio EurJpy nelle ultime due settimane di trading. Se osserviamo un grafico orario possiamo notare come questa, nelle prossime ore, transiti a 112.15 che, rafforzata dalla vicinanza della media mobile di lungo (a 112 figura, la 100 periodi esponenziale) diventa così il più importante spunto di supporto. L’area mostrata ieri da alcuni nuovi tentativi di rottura a 112.70, allargata a 112.80, rimane nell’immediato il più importante livello di resistenza, oltre il quale sarebbe lecito attendersi una nuova accelerazione rialzista del cambio sempre con l’ipotesi di raggiungimento di 115 figura.

Lo scivolone di ieri mattina del cable, ma più in generale della sterlina, ha scombinato non poco le carte in tavola. Come abbiamo visto, i dati hanno condotto ad un veloce peggioramento e ad una volatilità notevole. Si è allontanato così il livello di importante resistenza a 1.6015, forse solo temporaneamente e sono ritornati d’attualità livelli di una quindicina di giorni fa. Se osserviamo un grafico orario notiamo come, nel breve, potremmo considerare importante un ritorno dei prezzi al di sopra di 1.5830, il livello dove ha insistito per più volte il cambio subendo sino ad ora un arretramento al di sotto di 1.58 figura ogni volta. Allo stesso modo possiamo considerare importante il livello di supporto a 1.5775, venutosi a creare successivamente a tre tentativi di ritorno sul minimo visto ieri a 1.5750.

Parliamo ancora di sterline, ma osservando il rapporto con la moneta unica. Il cambio in questo caso è andato oltre il livello ipotizzato come obiettivo, 0.8640, successivamente al superamento stabile di 0.85. Siamo giunti ad un livello abbandonato i primi giorni di novembre scorso e osservando ora un grafico giornaliero sembra vi sia spazio per un ulteriore apprezzamento sino a raggiungere il precedente picco di 0.88 figura. Nell’immediato attenzione al supporto di 0.8640 e alla resistenza di 0.8690.

Il cambio GbpJpy, con il veloce movimento ribassista di ieri, ha abbandonato la strada a rialzo imboccata ad inizio mese. Sono stati infatti lasciati sul terreno qualcosa come 200 punti in tre ore, non solo tagliando la trendline che transitava a 131.75, ma oltrepassando come nulla fosse il supporto di 130.30. Per il momento l’unico spunto interessante che possiamo trarre da questo movimento è dato dal minimo raggiunto dal cambio, che coincide con la prima percentuale utile di ritracciamento del metodo Fibonacci, 129.70, precisamente il 38.2% del movimento rialzista compreso fra 125.50 e 132.50.

Terminiamo con un aggiornamento sul franco. Questo si è rafforzato sia nei confronti della moneta unica sia del dollaro.

Il primo cambio, EurChf, rotta ieri la trendline rialzista indicata in transito a 1.2945, ha mostrato un notevole calo, fermato solamente dalla vicinanza della media mobile di lungo su grafico a 240 minuti. Attenzione alla configurazione a triangolo che sta mostrando il cambio invece sul grafico orario, perché un ritorno al di sotto di 1.2880 potrebbe condurre ad un nuovo scivolone in direzione del trend evidenziato ieri con un obiettivo a 1.28 figura.

Continua la discesa invece sul cambio UsdChf e con la rottura stabile di 0.9480 crediamo vi siano le premesse di un ritorno dei prezzi verso il minimo raggiunto a inizio anno a 0.93 figura.

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