Treasury: anche qui, ormai scontata la manovra Fed

22 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti lasciando il differenziale sul 2-10 anni fermo a 148 pb e con il tasso a due anni tedesco che si è portato in prossimità dell’1%. Sale invece lo spread sui periferici ed in particolare in Portogallo ed Irlanda. Continua il processo di normalizzazione del tasso Euribor fissato ieri a 1,025% da 1,016%.

Il governo tedesco ieri ha rivisto le stime di crescita portandole nel 2010 al 3,4% ed all’1,8% nel 2011. In Spagna Zapatero ha varato un rimpasto di governo per ottenere più consensi e favorire l’approvazione del bilancio 2011, in Portogallo il partito dell’opposizione si è mostrato pronto ad aprire un dialogo sul piano di austerità, mentre in Francia la riforma delle pensioni continua ad incontrare proteste.

Oggi l’attenzione sarà rivolta oltre che alla pubblicazione dell’indice Ifo, alla riunione dei ministri finanziari del G7, che anticiperà la riunione del G20, in cui si discuterà dello stato di salute dell’economia globale.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo sulla parte a 10 anni. Si tratta di un andamento che mediamente sta interessando tale comparto di curva dopo il discorso di Bernanke dello scorso venerdì. Eppure quest’ultimo sarebbe quello potenzialmente il principale beneficiario del secondo piano di acquisti di asset da parte della Fed.

Si tratta di un’indicazione del mercato obbligazionario che potrebbe segnalare come il mercato abbia già in buona misura incorporato l’ipotesi di un corposo piano (il consensus rilevato dalla CNBC fa riferimento ad un importo totale di 500Mld$) Fed. Su questo punto ieri Bullard, membro Fed votante, ha ribadito il suo punto di vista già espresso in precedenza: la Fed potrebbe optare per un piano iniziale di 100Mld$ e successivamente riservarsi di decidere in occasione di ciascun Fomc l’importo in acquisto, con possibilità anche di temporanea sospensione del piano in caso di miglioramento dell’economia.

In questo modo la Fed adotterebbe anche per le manovre non convenzionali un approccio per piccoli passi successivi, alla stregua di quanto accade generalmente per la movimentazione del tasso di riferimento. Bullard si è dichiarato in totale disaccordo con l’ipotesi di una immediata partenza di un piano corposo (definito “big bang purchases”) dichiarato nel suo importo totale già il prossimo 3 novembre.

Ha infine aggiunto che la Fed non ha intenzione necessariamente di assecondare le aspettative di mercato. Nel frattempo i mercati azionari sono riusciti a chiudere in leggero rialzo, dopo il recupero nelle ultime ore di contrattazione.

Valute: dollaro in apprezzamento questa mattina vs euro. Gli operatori sono in attesa dell’esito dell’incontro dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali del G-20 di oggi e domani. Secondo quanto riportato da Bloomberg News, Geithner in una lettera avrebbe invitato i paesi con forti squilibri di bilancia commerciale a procedere al rientro.

La proposta di Geithner prevede la fissazione di obiettivi numerici in termini di rapporto saldo di bilancia commerciale/Pil, il cui monitoraggio semestrale sarebbe affidato al Fmi. Il vertice è preparatorio dell’incontro di metà novembre tra i premier del G20. Nel breve potrebbero prevalere le prese di profitto sul cross, dopo la conferma della tenuta della resistenza ieri a quota 1,4050. Il livello di supporto principale è in area 1,38.

Dopo la lieve fase di deprezzamento nella giornata di ieri, lo yen ha ripreso ad apprezzarsi durante la notte sia contro euro sia contro dollaro, con il cross verso quest’ultimo che continua a stazionare in prossimità di 81. Il supporto rilevante resta a quota 80, mentre la prima resistenza si colloca in area 82. Verso euro il cross è tornato stamattina sotto 113, ma la direzionalità del cross continua sempre a dipendere dai movimenti dell’eur/usd.

Materie Prime: andamento piuttosto negativo per le principali commodity. Tra gli agricoli, in rialzo il cacao (1,4%) e il caffè (2,2%) che raggiunge i massimi da 13 anni a causa delle avverse condizioni climatiche che ne hanno ritardato la raccolta in Asia e in America Latina; in calo invece lo zucchero (-1,6%).

Andamento negativo per gli energetici, con il gas naturale che è risultata la peggiore commodity del giorno (-4,8%) a causa di un aumento delle scorte settimanali superiori alle attese. Il petrolio (-2,4%) si riporta in prossimità degli 80 $/b. Tra i metalli preziosi, in forte calo l’argento (-3%) mentre l’oro perde l’1,4%. Misti i metalli industriali.

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