Tragedia greca sempre presente: niente crescita neanche nel 2012

di Redazione Wall Street Italia
29 Agosto 2011 10:57

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di venerdì, tutta focalizzata sull’attesa del discorso di Bernanke, si è conclusa con tassi di mercato governativi e swap a due anni poco variati e tassi decennali in lieve calo. In Grecia iniziano ad emergere alcune difficoltà nel rispettare i target di bilancio del 2011.

Secondo quanto riportato da Reuters, il ministro delle finanze greco Venizelos, ha dichiarato che Atene potrebbe non soddisfare, anche se di poco, l’obiettivo di bilancio 2011 e potrebbe non tornare alla crescita nel 2012 a causa di una recessione più forte del previsto nel 2011. Questa settimana una delegazione del Fmi, Ue e Bce si recherà ad Atene per verificare se ci sono le condizioni per il rilascio della sesta tranche del prestito.

In Germania a settembre è atteso il voto parlamentare sul nuovo fondo Esm e sull’allargamento dell’attuale Efsf ma, secondo il quotidiano Handelsblatt, la Merkel potrebbe non ottenere i voti sufficienti all’approvazione.

Trichet nel suo intervento a Jackson Hole ha ribadito che se i paesi dell’area vorranno rilanciare la crescita nel lungo periodo, dovranno attuare riforme strutturali.

Negli Usa i tassi di mercato venerdì sono calati su tutte le scadenze nonostante il rialzo delle borse. Su tale andamento potrebbero aver influito le parole di Bernanke ed il Pil del secondo trimestre che è stato rivisto al ribasso dall’1,3% all’1% annualizzato a causa soprattutto della revisione al ribasso delle scorte e delle esportazioni nette.

Il focus della giornata era sul discorso di Bernanke. Il presidente della Fed ha scelto di non effettuare un elenco di opzioni possibili. Si è limitato a dichiarare che la Fed ha un insieme di opzioni ancora disponibili di cui è stato discusso nel meeting del 9 agosto e di cui si discuterà in modo più ampio anche nell’incontro del 20 settembre, che è stato allungato fino al 21 settembre. Il messaggio centrale del discorso è quello in cui Bernanke dichiara che il comitato “…è pronto ad implementare le sue manovre in modo appropriato per promuovere un recupero più forte dell’economia in un contesto di stabilità dei prezzi”. Si tratta di un messaggio che, almeno esplicitamente, non contiene una diretta subordinazione ai prossimi dati macro, come ad esempio accadde nell’agosto dello scorso anno. Lo scenario delineato da Bernanke ha confermato i punti di debolezza nel comparto occupazionale, dove il totale dei disoccupati per più di sei mesi è prossimo al 50%. Tuttavia Bernanke ha dichiarato di non attendersi che la crisi abbia un impatto sulla crescita potenziale di lungo termine, a condizione però che vengano adottate le necessarie misure.

Il capo della Fed ha precisato che gran parte delle politiche capaci di supportare la crescita nel lungo termine sono di competenza del governo, lasciando pertanto intendere come la Fed possa invece intervenire invece nel breve termine. I commenti al discorso di Bernanke sono stati i più diversi. L’assenza di una condizione alle prossime manovre con il rinvio della discussione a settembre potrebbe ricollegarsi a due fattori: 1) prossimità di una manovra più articolata rispetto alle precedenti; 2) necessità di superare l’opposizione di parte del board, anche dopo i prossimi dati macro, è primo fra tutti il mercato del lavoro. L’ipotesi che riteniamo verosimile continua a rimanere la possibile implementazione di un QE3 a novembre (con eventuale parziale anticipo di qualche misura a settembre) in forma però più articolata ed indiretta rispetto ai precedenti.

Valute: questa mattina si è assistito ad un deprezzamento del dollaro vs euro con il cross salito oltre la resistenza 1,4515. Per oggi le resistenze da monitorare si collocano a 1,4580 e 1,47. Secondo la Cftc la scorsa settimana gli speculatori hanno ridotto del 62% le posizioni nette che puntavano ad un apprezzamento dell’euro vs dollaro. Poco mosso lo yen durante la notte con il cross verso dollaro che si colloca poco al di sopra dell’importante supporto 76. Verso euro le resistenze si collocano a 111,65 e 112,65. Il supporto più vicino a 111. L’attuale ministro delle finanze Noda è stato eletto come leader del partito Dpj, attualmente al governo ed entro domani sarà probabilmente eletto come nuovo primo ministro al posto del dimissionario Kan. In prossimità dei massimi da 17 anni lo yuan cinese vs dollaro.
Materie Prime: venerdì l’indice GSCI Excess Return ha chiuso in rialzo dello 0,7%, in un contesto di rialzi generalizzati tra i vari settori. Le commodity hanno beneficiato delle parole di Bernanke e della buona reazione delle borse Usa. Il comparto migliore è stato quello agricolo, seguito dai metalli preziosi. L’oro questa mattina si attesta oltre soglia 1800$/oncia. Crescita più limitata per il settore energia, penalizzato dal prezzo praticamente invariato del greggio Wti e del gas naturale. Tra i metalli industriali particolarmente positivi piombo (+3,5%) e nichel (+2,9%). Gli ultimi dati della Cftc mostrano un aumento delle posizioni nette rialziste da parte degli speculatori, in particolare sul comparto agricolo.

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