TRADING EURO/USD: PER ORA MEGLIO PUNTARE SU STRATEGIE A BREVE

15 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Non è facile trovare spunti di riflessione durante queste sedute di trading, quando ci troviamo con delle vendite al dettaglio americane molto positive ma con un dollaro americano che scende fondamentalmente un po’ contro tutto.

Le retail sales per il mese di marzo sono state rilasciate a +1.6%, andando a superare sia il dato precedente, rivisto a rialzo a +0.5%, che le attese degli analisti, i quali si aspettavano un buon dato, ma non a questi livelli (+1.2% il consensus del mercato).

Allora perché il dollaro americano ha perso terreno? C’è chi sostiene che questa debolezza sia da collegare al rally che c’è stato sulle borse ieri (andando quindi a sostenere la correlazione secondo la quale il dollaro scende nel momento in cui le borse salgono), ma non pensiamo che tale relazione sia veritiera, almeno per il momento.

Questo ci viene indicato anche dal sell-off che abbiamo visto sul UsdJpy, il quale ci suggerisce che il vero motivo per cui il dollaro rimane debole nel breve periodo è Bernanke. Bernanke ed i toni con cui ha commentato il Beige Book.

Il presidente della Fed infatti, ha accuratamente evitato di utilizzare una terminologia troppo ottimista, anzi, se dovessimo definire la tipologia di commenti rilasciati, ci sbilanceremmo verso un “cauto”.

Durante la sua testimonianza infatti, si è speso molto tempo a parlare delle restrizioni significative per l’economia, del potenziale di spesa dei consumatori che potrebbe rallentare, dei problemi nel settore delle costruzioni e soprattutto dell’ancora alto livello di disoccupazione.

Questo suo atteggiamento potrebbe sembrare quantomeno bizzarro per tutti coloro che continuano a vedere dei dati macroeconomici in miglioramento sul lato Usa, ma noi pensiamo che, tutto sommato, l’atteggiamento del numero uno della Fed non sia da snobbare né sia tantomeno fuori luogo.

Come un buon presidente infatti, Bernanke vuole essere sicuro che qualsiasi miglioramento sul lato economico di un Paese grande e sofisticato come l’America sia sostenibile nel lungo periodo, prima di andare ad intraprendere qualsiasi mossa per normalizzare la politica monetaria, mosse che adesso potrebbero risultare troppo azzardate.

Certo è che, se una mossa azzardata dovesse risultare, col senno di poi, azzeccata, ci sarebbe tutto da guadagnare in termini di velocità della ripresa economica, ma alla stato attuale dell’arte, diciamo che, utilizzando un gergo tecnico, non c’è abbastanza risk/reward in un’azione del genere.

Due i punti critici: tassi di interesse bassi ancora per un esteso periodo di tempo (anche il tasso di sconto, dopo una prima modifica a rialzo, non è più stato toccato) e l’affermazione: “there is nothing that says the Fed couldn’t buy more mortgage backed securities”.

Uno il punto a favore: tutto sommato, la situazione descritta dal Beige Book è risultata buona, con segnali di ripresa in 11 dei 12 distretti (soltanto St. Louis ha mostrato segnali di deterioramento).

I punti di principale interesse sono risultati essere le spese al consumo, che sono aumentate, ed i segnali di incoraggiamento giunti dal fronte delle assunzioni, anche se la situazione del mercato del lavoro resta ancora preoccupante.

Per quanto concerne il mercato del credito, il volume dei prestiti concessi dalle banche e’ andato diminuendo, cosi’ come la qualita’ del credito erogato. L’inflazione invece, sembra ancora sotto controllo e non è stato riscontrato nessun segnale d’inversione di tendenza al rialzo dei prezzi al consumo (tra l’altro ieri c’è stata la pubblicazione del CPI, aumentato dello 0.1% sul mese ed attestatosi a +2.3% sull’anno, contro attese di +2.4% ed un precedente a +2.1%).

Passiamo all’analisi tecnica dove notiamo una discreta difficoltà ad ipotizzare i prossimi movimenti del cambio eurodollaro.

La tendenza di ripresa, iniziata successivamente all’avvicinamento al mimino di 1.3260 la settimana scorsa, appare ora in difficoltà: un grafico di breve periodo (un orario per esempio) indica infatti come compromessa la trendline che congiunge i minimi in crescita dallo scorso 8 aprile.

Se le prossime ore dovessero confermare questa rottura i primi livelli obiettivo sono suggeriti da 1.3550 e da 1.3440 (il 61.8% di ritracciamento del movimento di salita considerato).

Dall’altro lato invece il movimento di risalita da quello che potrebbe essere considerato un doppio minimo (1.3260-1.3280) presupponeva il raggiungimento di un obiettivo più ambizioso e situato nei pressi di 1.3820.

Solamente le prossime ore potranno schiarire le idee, ed in mancanza di segnali chiari consideriamo le strategie di breve come le più efficaci.

La ripresa della tendenza in salita del cambio UsdJpy, con la rottura del prossimo livello di resistenza al di sopra di 93.80, potrebbe condurre sino al massimo dei primi giorni di aprile, 94.80. Sarà importante, per questa evoluzione ipotizzata, la tenuta di quello che ora sarà da considerare come forte livello di supporto, 92.15.

Il risultato della moltiplicazione dei primi due cambi analizzati, chiaramente l’EurJpy, nelle prossime ore potrebbe giungere ad un punto di svolta.

È distante infatti solamente una manciata di pips il livello di massimo toccato dieci giorni fa esatti, 127.88, alla cui rottura è attesa un’ulteriore salita del cambio. È importante notare come anche nei mesi passati l’area compresa fra 127 e 127.88, abbia portato a grandi inversioni dei prezzi (si guardi il 15 maggio, il 9 luglio, il 27 novembre ed il 18 dicembre). Gli obiettivi che porterebbe in dote questo genere di rottura sono molto ambiziosi, partendo da 131.30 ed arrivando sino a 134.50.

Vediamo ora il cable, dove la salita iniziata con il doppio minimo di 1.4780, continua con una buona intensità. Giunti oramai al primo livello di resistenza, compreso in’area di congestione che va da 1.5520 a 1.5580, l’eventuale obiettivo ora può essere ricercato a 1.5840, non solo suggerito dal 50% di ritracciamento del movimento di discesa da 1.69 a 1.4780, ma da minimi e massimi giornalieri visti durante la fase ribassista considerata.

A supporto di questo scenario rialzista continuiamo a ipotizzare che ci sia il livello di 1.5380.

Concludiamo con il cambio UsdChf in quanto i prezzi si trovano molto vicini al livello di supporto di 1.05 figura, in grado di cambiare seriamente il trend primario, che rimane tuttora di ripresa.

Questo livello si è venuto a creare congiungendo i passati minimi crescenti del cambio, successivamente al minimo visto il 26 novembre scorso a 0.9910. Se si tratterà di vera rottura il primo obiettivo è posizionato a 1.0430 ed i successivi a 1.0340 e 1.0130.

*Questo documento e’ stato preparato da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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