TRADING: COME GESTIRE LE POSIZIONI APERTE IN TEMPI DI ALTA VOLATILITA’

12 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Visto le condizioni di mercato attuali, con tanta volatilità dovuta anche dal peso psicologico delle vicende “made in Europe”, vediamo come gestire le posizioni aperte nel momento in cui uscissero news inaspettate o movimenti bruschi sulle valute.

Probabilmente il piano d’azione che illustriamo non si addice a tutti i trader che ci seguono. Comunque, queste informazioni vogliono mostrare l’importanza dell’avere un piano d’azione nel momento in cui sta per arrivare un annuncio importante – oltre che tutelare i trader meno esperti, senza che vengano colti alla sprovvista.

Iniziamo con una osservazione: notizie macroeconomiche e volatilità “aggiungono rischio” alle posizioni in essere. Facciamo un primo scenario: la posizione aperta sta andando contro di noi. In questa situazione, potremmo lasciare la posizione aperta (una eccezione alla regola) inserendo stop e profit.

Se il trade arriva a 5-10 pip dallo stop, forse si può chiudere la posizione perché in condizioni di mercato come giovedì sera, il mercato potrebbe anche fare un gap down e sorprenderci in negativo. Se invece non c’è così tanta pressione sul mercato, possiamo anche lasciare la posizione in essere con stop e profit inseriti – intanto con lo stop loss avremmo già deciso quanto siamo disposti a rischiare ex-ante.

Scenario 2: il trade è al break-even (o “al prezzo”). In questa situazione, sull’arrivo di notizie macro, è utile valutare se le condizioni per cui si ha aperto il trade sussistono ancora. Se sussistono, si può presumibilmente tenere il trade aperto (avendo sempre in mente dove sta lo stop loss perché, come sappiamo, le notizie importanti provocano volatilità inattesa).

Il terzo scenario è il migliore e anche il più difficile da gestire: brutto tempo in arrivo sul mercato, con una posizione attualmente in profitto. Questo forse è un caso in cui si va totalmente contro le regole: niente risk-reward, niente piano.

Portiamo a casa la pelle e ripensiamoci più avanti. E sta tutto qui: rischio e rendimento. Quando il rendimento c’è ed il rischio, da calcolabile, si incrementa a dismisura è chiaro che salvare la pelle ed il conto hanno la priorità.

Tornando al mercato vivo, l’euro rimane sotto pressione per tutta la serie di motivi che abbiamo già coperto in precedenza. Le preoccupazioni, come spesso accade, si vedono come di riflesso sul mercato e di fatti lo Yen si è ripreso contro la maggior parte delle valute.

Oltremanica, la sterlina rimane ancora debole per via delle problematiche inerenti al nuovo governo di coalizione. Ci sembra che il mercato la pensi come noi, e che stia cercando di trovare le falle nel piano di salvataggio dell’Europa di cui abbiamo discusso approfonditamente ieri. Oggi abbiamo in arrivo dati importanti per la sterlina alle ore 10.30.

Passando alla sezione dedicata all’analisi tecnica, questa mattina troviamo l’EurUsd al di sopra del 26 figura, livello che ha funzionato bene da supporto e che sembra possa provare a contenere il movimento del dollaro fino a 1.2500. Se dovesse tenere l’area tra 1.2500 e 1.2600 sarebbe probabile aspettarsi una risalita del cambio in area 1.2750.

Passando al UsdJpy, la fase laterale cominciata dopo la comunicazione del piano salva euro continua: il 92.00 ha tenuto egregiamente durante la giornata di ieri e sembra un livello da poter tenere in considerazione anche per la giornata odierna. Lo scenario ipotizzato ieri non cambia e vediamo come probabile il mantenimento della quotazione tra 92.00 e 93.50.

Per quanto concerne la sterlina inglese, ci troviamo a ridosso di 1.4900 pound per un dollaro americano, e sembra che la divisa britannica abbia voglia di andare a testare l’1.5000 già visto ieri (1.50033 il massimo prezzo offerto battuto ieri dall’interbancario). Il punto da rompere per far si che questo scenario vanga negato è 1.4790 in prima battuta e 1.4725 poi.

Interessante anche notare come l’EurJpy si stia mantenendo sotto il 117. Il livello importante da tenere sotto controllo è senza dubbio, relativamente al breve periodo, il 118.75, livello comunque abbastanza lontano dai prezzi attuali di mercato. Lo scenario ribassista invece necessita di una rottura del 116.00 affinchè la quotazione possa puntare area 115.00.

Il UsdChf è rimasto stabilmente sopra il livello di 1.1000, come ipotizzato, ma ci sembra che il vigore per provare a macinare qualche punto ulteriore a rialzo manchi: possibile mantenersi tra 1.1075 e 1.1150 in attesa che si chiarisca in maniera migliore il quadro economico internazionale.

Concludiamo con la nostra bussola, l’EurChf, che in una fase di mercato come quella attuale si sta dimostrando un ottimo suggeritore. Ieri è avvenuta, puntualmente, la rottura di 1.4100 ed ora non escluderemmo che il cambio possa andare a vedere l’1.4000, livello come ribadito, coincidente con il baluardo tra ripresa dell’euro e suo baratro.

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