TPI, cos’è il nuovo scudo anti-spread della Bce

21 Luglio 2022, di Gianmarco Carriol

Il consiglio direttivo della Bce ha approvato oggi un aumento dei tassi di 50 punti base, dopo 11 anni di politica monetarie accomodante, e il Transmission Protection Instrument (TPI), ossia il tanto annunciato scudo anti-spread.

Il consiglio ritiene il TPI necessario per sostenere l’effettiva trasmissione della politica monetaria. In particolare, il TPI garantirà che l’orientamento di politica monetaria sia trasmesso senza intoppi in tutti i paesi dell’area dell’euro. L’unicità della politica monetaria del Consiglio direttivo è una condizione preliminare affinché la Bce sia in grado di adempiere al suo mandato di stabilità dei prezzi.

Il TPI sarà un’aggiunta all’insieme di cassetta degli attrezzi della Bce e potrà essere attivato per contrastare dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate, che rappresentano una seria minaccia alla politica monetaria nell’area dell’euro. In questo modo, consentirà al Consiglio direttivo di adempiere in modo più efficace al suo mandato di stabilità dei prezzi.

Fatto salvo il rispetto dei criteri stabiliti, l’Eurosistema sarà in grado di effettuare acquisti sul mercato secondario di titoli emessi in giurisdizioni che subiscono un deterioramento delle condizioni di finanziamento non giustificato dai fondamentali specifici del paese, per contrastare i rischi per il meccanismo di trasmissione nella misura necessaria.

Gli acquisti di TPI saranno focalizzati sui titoli del settore pubblico (titoli di debito negoziabili emessi da governi centrali e regionali nonché da agenzie, come definiti dalla Bce) con una scadenza residua compresa tra uno e dieci anni. Se del caso, potrebbero essere presi in considerazione gli acquisti di titoli del settore privato.

Chi potrà utilizzare il TPI?

Il Consiglio esaminerà un elenco di criteri per valutare se le giurisdizioni in cui l’Eurosistema può effettuare acquisti nell’ambito del TPI perseguono politiche fiscali e macroeconomiche sane e sostenibili. Questi criteri costituiranno un contributo al processo decisionale del Consiglio direttivo e saranno adattati dinamicamente ai rischi e alle condizioni da affrontare. I criteri per selezionare i paesi beneficiari sono:

  1. rispetto del quadro di bilancio dell’Ue: non essere soggetto a una procedura per i disavanzi eccessivi (EDP) o non essere valutato come non aver intrapreso un’azione efficace in risposta a una raccomandazione del Consiglio dell’Ue ai sensi dell’articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE);
  2. assenza di gravi squilibri macroeconomici: non essere soggetti a una procedura per gli squilibri eccessivi (EIP) o non essere valutati come non aver adottato l’azione correttiva raccomandata in relazione a una raccomandazione del Consiglio dell’UE ai sensi dell’articolo 121, paragrafo 4, TFUE;
  3. sostenibilità di bilancio: nell’accertamento della sostenibilità della traiettoria del debito pubblico, il Consiglio direttivo terrà conto, ove disponibili, delle analisi di sostenibilità del debito della Commissione Europea, del Meccanismo Europeo di Stabilità, il Fondo Monetario Internazionale e altre istituzioni, unitamente all’analisi interna della Bce;
  4. politiche macroeconomiche sane e sostenibili: rispetto degli impegni presentati nei piani di ripresa e resilienza per il dispositivo per la ripresa e la resilienza e con le raccomandazioni specifiche per paese della Commissione europea in ambito fiscale nell’ambito del semestre europeo.

Quando si attiverà il TPI?

La decisione del Consiglio direttivo di attivare il TPI si baserà su una valutazione globale degli indicatori di mercato, una valutazione dei criteri di ammissibilità e un giudizio che l’attivazione degli acquisti nell’ambito del TPI sia proporzionata al raggiungimento dell’obiettivo primario della Bce. Gli acquisti sarebbero interrotti in caso di un miglioramento duraturo della trasmissione della politica monetaria o sulla base della valutazione che le tensioni persistenti sono dovute ai fondamentali del paese.