Torna l’immunità dei senatori, “rischio dittatura maggioranza”

2 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Chi, su alcuni punti, ha presentato proposte diverse” sulle riforme costituzionali “è stato accusato di sabotaggio. Al contrario vogliamo le riforme: sono urgenti.

Devono però essere buone riforme, altrimenti la nostra democrazia si impoverirà”. Lo scrive Vannino Chiti, senatore del Pd, sul Corriere della Sera.

“L`elezione indiretta – spiega – provoca anche un pasticcio inaccettabile sull`immunità. Da un lato la estende agli amministratori in modo improprio, dall`altro differenzia tra sindaci e tra consiglieri regionali. C`è ampio accordo sul fatto che la Camera abbia l`esclusività del rapporto di fiducia con il governo e l`ultima parola su gran parte delle leggi, compresa quella di bilancio. Occorre mantenere ú come in molte grandi democrazie ú competenze paritarie di Camera e Senato su Costituzione, leggi elettorali e referendum, ordinamenti dell`Ue e delle Regioni, diritti fondamentali, quali quelli delle minoranze, la libertà religiosa, i temi eticamente sensibili”.

Chiti ritiene “che sui diritti fondamentali debba mantenersi un bicameralismo paritario: non possono essere di esclusiva competenza della maggioranza di governo. È un ruolo di garanzia e di equilibrio da far svolgere al Senato: se per la Camera si adotta una legge maggioritaria che assicuri governabilità, è necessario avere un Senato aperto alla presenza delle forze più rappresentative in ogni regione. È importante una sua piena legittimazione attraverso l`elezione dei senatori da parte dei cittadini, in concomitanza con quella dei consigli regionali. Non ci sono rischi di far rientrare dalla finestra la fiducia ai governi: il Senato non si formerebbe in un`unica elezione né sarebbe sciolto ad una stessa scadenza”.

Chiti continua a contestare l’elezione indiretta dei senatori: “Gli Stati Uniti – ricorda – hanno sperimentato il Senato di secondo grado: sono passati al voto diretto dei cittadini dopo aver registrato gravi casi di corruzione e una rappresentanza troppo localistica. La Francia nel marzo scorso ha stabilito che dalle prossime elezioni non si potrà essere più sindaci, presidenti di regione e parlamentari. Esperienze fallite, da noi diventano innovazione? Voler mantenere ai cittadini il diritto di scegliere con il voto i loro rappresentanti nelle istituzioni sarebbe conservazione? Nel XXI secolo la democrazia è sfidata non solo dai terrorismi, ma da semplificazioni che danno vita a quella che viene definita dittatura delle maggioranze, un affievolirsi cioè dei controlli sui governi. È un pericolo dal quale guardarsi. La democrazia ha bisogno di partecipazione e governabilità, non di contrapporre l`una all`altra”.