Torna di scena risiko popolari: imminente la fusione BP-BPM?

14 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Monta l’attesa su quelle che saranno le prossime mosse delle banche popolari italiane e indiscrezioni sempre più insistenti parlano di trattative in corso e in stadio avanzato tra Banca Popolare di Milano (BPM) e BP.

I titoli delle due banche si sono messi in evidenza nella sessione della vigilia, segnando corposi rialzi: i rumor parlano di una fusione che potrebbe avvenire già entro il mese di febbraio, o al più tardi a inizio marzo.

Boom di volumi scambiati sui due titoli: sono passsati di meno più di due milioni di azioni Banco Popolare trattati e 49 milioni di titoli Bpm. Secondo il mercato, una fusione tra BPM e Banco Popolare avrebbe maggiori possibilità di concretizzarsi rispetto all’altra opzione, quella tra BPM e Ubi Banca. Così un analista intervistato da Reuters:

Quello tra Bpm e Banco Popolare mi sembra l’unico deal possibile. E più facile da fare e dal punto di vista industriale e ha maggior senso in quanto avrebbe una governance equilibrata. Non dimentichiamoci poi forse l’elemento più importante: non c’è il problema dell’AD.

Il controllo della banca derivante dalla fusione spetterebbe infatti a Giuseppe Castagna, attuale AD di Bpm, mentre Pier Francesco Saviotti avrebbe un ruolo di primo piano nell’organo esecutivo. Di fatto, si sarebbe in presenza di un cda tradizionale con Carlo Fratta Pasini presidente della superpopolare e Giuseppe Castagna, appunto, amministratore delegato. Ancora, aggiungono le fonti, l’autonomia delle diverse realtà operative verrebbe garantita per un certo periodo di tempo (3/6 anni).

Una fusione BPM-BP avrebbe insomma più le caratteristiche di una “merger of equals”, fusione tra uguali, rispetto a una eventuale aggregazione BPM-Ubi, con quest’ultima che verrebbe percepita più come un “predatore”.

“Il modello federale di Ubi, una capogruppo cui fanno capo sette banche rete, creerebbe infatti maggiori problematiche nella gestione delle trattive sulla governance, secondo gli analisti”.

Così commenta inoltre l’ipotesi delle nozze BPM-BP il broker Equita Sim:

“Piacerebbe a Pop Milano il progetto di creare una banca controllata al 100% dalla società quotata in cui concentrare tutti i 900 sportelli delle due popolari in Lombardia”.

Detto questo, Ubi Banca secondo altre fonti non sarebbe pronta a mollare la presa BPM e starebbe cercando di rilanciare un’offerta.

Alla fine della giornata di contrattazioni della vigilia, sul Ftse Mib di Piazza Affari Banco Popolare – che durante la sessione è stato anche sospeso per eccesso di rialzo – ha chiuso +5% circa, mentre BPM ha fatto oltre +5% avvicinandosi alla soglia di 90 centesimi.