Tonfo alla Borsa di Shanghai -7%, perdita maggiore da febbraio 2007

19 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

SHANGHAI (WSI) – Tonfo dell’azionario cinese, l’indice Shanghai Composite riporta la perdita più forte dal febbraio del 2007, mentre i futures sull’indice China CSI 300 cedono fino al limite al ribasso -10%.

Il crollo si spiega con il disperato tentativo delle autorità di regolamentazione di frenare i movimenti speculativi in atto sui mercati e dunque con la decisione di impedire a tre tra i principali broker del paese di aggiungere nuovi conti di trading a margine.

Come ben si sa, il trading a margine avviene facendo ricorso a un deposito di garanzia, con cui il trader o la società di brokeraggio può esimersi dal consegnare tutto il contante necessario per acquistare uno strumento finanziario. Si tratta insomma di un acquisto operato a prestito, che avviene senza disporre dell’intero ammontare richiesto.

I tre broker cinesi Citic Securities, Haitong Securities e Guotai Junan Securities sono stati così colpiti dal divieto delle autorità, crollando sulla borsa e portando lo Shanghai Composite ad azzerare anche i guadagni riportati da inizi anno e a virare in negativo nel 2015.

In un’intervista rilasciata a Bloomberg Hao Hong, strategist presso Bocom International Holdings a Hong Kong, ha spiegato che, dopo il balzo +63% dello Shanghai Composite Index in sei mesi, le autorità temono un surriscaldamento del mercato azionario.

“Dopo tutto, il finanziamento a margine è una delle ragioni che hanno portato gli investitori a essere bullish sui titoli delle società di brokeraggio, e questi titoli hanno infatti corso parecchio”. (Lna)