TIP INVESTE
NEI MAGNIFICI SETTE

20 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Tamburi Investment Partners cresce ed evolve il business. La boutique d’affari milanese, nell’ottica di un investimento in «società con un buon potenziale di rivalutazione – ha detto il presidente Giovanni Tamburi – anche a prescindere da un nostro ruolo attivo», ha svelato di essere entrata nel capitale di sette nuove aziende. Le «opportunities» colte (sempre con una partecipazione al di sotto del 2%) sono Panaria, Mirato, Caleffi, Recordati, Gefran, Tas e Servizi Italia.

La speranza, ovviamente, è avere visto giusto e potere, nel futuro, contribuire con più forza alla crescita di queste società. Ma non si tratta solo di investimenti in gruppi già «avviati». Tip ha deliberato la creazione di una società ad hoc (controllata al 100%), la StarTip, che realizzerà operazioni di start up ed early stage. L’iniziata prende spunto dalla joint-venture con il gruppo Radici finance per la costruzione di cinque centrali elettriche alimentate a oli vegetali. Un’operazione, quest’ultima, che vedrà impegnata Tip per un investimento di circa 6 milioni.

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Ma le novità non finiscono qui. Tamburi, infatti, vuole accelerare anche sul private equity «secondario». In questo settore, SeconTip (di cui Tip ha il 30%), è a caccia delle occasioni che possono «nascondersi» in oltre 2.500 partecipazioni del secondary private. Il tutto con una dotazione finanziaria di tutto rispetto: 140 milioni di euro, di cui 39 di competenza di Tamburi Investment Partners. «Fino a ora – ha ricordato Tamburi – sono stati investiti circa 2,9 milioni in fondi quotati di private equity registrando, a fine marzo 2007, una plusvalenza di circa 600mila euro».

Infine, nel nuovo assetto del gruppo, assume sempre più importanza la strategia di investire su impreditori che «siano disposti a impegnarsi nel restructuring di un’azienda». È la filosofia perseguita nell’operazione Data Service, dove è stata creata una «scatola» ad hoc di cui Tip deterrà inizialmente il 28 per cento. Una newco che potrebbe essere usata per altre operazioni simili.

E riguardo l’espansione nel Far East? «Con Palazzari (di cui Tip ha il 30%, ndr) sviluppiamo l’attività di consulenza anche in India». Senza dimenticare che, in Cina, si punta anche a investire direttamente: con cifre, però, limitate a qualche milione. Tamburi, insomma, rilancia. Forte anche dei risultati sul 2006 che hanno fatto segnare un utile di 1,6 milioni.

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